Tutti insieme…ma con moderazione

di Paolo Riva 1

Silvio Berlusconi ormai se lo chiede la notte prima di andare a dormire: Quel Casini non ha un cognome casuale, secondo me qualcosa deve pure significare se lo possiede. In effetti a vedere gli ultimi 10 anni il leader dell’UDC sembra, quasi in maniera assurda, il peggior problema del Cavaliere di Arcore.

Le ideologie dell’UDC non si discostano poi di molto da quelle del PDL o di FI prima della sua nascita. Essendo un partito di centro, molto simile come posizione agli “azzurri” berlusconiani, le sue idee moderate e liberali allo stesso punto fanno dell’UDC il tipico partito che può minare un’alleanza. E’come un mare prima di una tempesta insomma. Calma piatta prima del disastro.

Il progetto PDL di Berlusconi è chiaro. Annettere più partiti possibili nell’alleanza così da concorrere tutti sotto un unico simbolo e battere la possibile alleanza fatta dai tanti partiti della sinistra. Che abbiamo visto, negli ultimi due anni, non è che poi fosse così unita. Anzi tutt’altro. La scelta del PDL è sicuramente coraggiosa. Annettere quanti più possibili partiti in un simbolo significa, unire tutti sotto un unico programma ma anche sotto un unico simbolo. Ed è proprio questo che Casini non vuole, ovvero perdere l’identità del suo UDC.

Noi chiediamo un patto chiaro e limpido che riconosca la premiership di Silvio Berlusconi, ma anche che rispetti la nostra storia e la nostra identità. Quel simbolo per noi ha valore perché rappresenta la nostra storia e la nostra identità, è il segno della nostra coerenza. Non chiediamo posti in un listone che andrà da Mastella alla Mussolini a Gianfranco Fini, non chiediamo nulla, solo di poter correre con le nostre insegne come fa la Lega. Credo che questa disputa sia incomprensibile: i moderati ci voglionio uniti, noi siamo disponibili a unirci, ma non ci si può chiedere di annetterci: un polo liberale non nasce all’insegna della discriminazione.

Parole sicuramente giuste quelle di Casini, che vuole tutto tranne che il suo UDC, il suo progetto di tanti anni fa, scompaia nel dimenticatoio a causa del nuovo PDL. E interessante a riguardo è anche questa voglia di essere come la Lega, non tanto come ideologie, quanto invece come posizione all’interno del PDL.

Le parole di Berlusconi sono state chiare, anche se sembrano essersi leggermente alleggerite ultimamente, con una posizione più moderata del Cavaliere, che sembra pronto ad accettare anche partiti senza farli annettere nel PDL, ovviamente restituendo a questi meno degli annessi.

Ora spetta all’UDC la prossima mossa, riusciranno i nostri eroi a mantenere la propria identità politica?

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