Vai al contenuto
Home » Il Popolo della Libertà » Popolo delle Libertà: i primi…Casini

Popolo delle Libertà: i primi…Casini

La campagna elettorale è iniziata, con centrodestra e centrosinistra pronti ad organizzarsi per arrivare a conquistare lo “scettro” del potere il 18 aprile. Gli schieramenti stanno cercando di unirsi nelle cosidette alleanze e federazioni per permettere una stabilità di governo che risulta fondamentale alla vita di una legislatura.

Se al centrosinistra si hanno ancora alcune difficoltà, dovute soprattutto alla posizione del PD che sembra allontanare i vari partiti politici di estrema sinistra, come ad esempio Rifondazione e Comunisti Italiani, a destra il problema sembra essere l’UDC.

Berlusconi, tra le iniziative che già aveva lanciato in precedenza soprattutto in vista di una possibile riforma elettorale prima delle elezioni effettive, vede nel Popolo delle Libertà il punto cardine della sua nuova politica. Inizialmente, il progetto PDL, voleva vedere una grossa confederazione di partiti uniti in un unico stemma, che permettesse di avere un partito grande quanto un intera fazione (il centrodestra appunto).

Fin da principio per il Cavaliere di Arcore i problemi sono stati molti. Difficile pensare che partiti che godono di una certa indipendenza ed importanza, soprattutto nel loro stemma, decidano improvvisamente di volersi fare “cancellare” e inglobare all’interno di un’allenza più grande, tornando ad essere gregari e non più prime donne. Riuscireste mai a vedere un Gianfranco Fini in una posizione di secondo piano nella PDL? Non credo proprio.

Il sogno di Berlusconi sembrava quindi svanire prima ancora di poter realizzarsi, eppure il progetto PDL oggi, sembra avere le carte giuste per riuscire. Fini e Maroni, leader di AN e Lega, hanno compreso quanto, per poter governare oggi con una certa stabilità, sia fondamentale avere solidità di partito. Per questo sembra ormai certo il loro ingresso nella PDL, anche se le modalità saranno ancora da valutare. La loro presenza permetterà alla PDL di conquistare voti al nord (da parte della Lega) e al sud (da parte di AN), in modo da ottenere lo sperato 51% che permetterebbe la sicurezza al governo.

Il problema è che la possibilità di arrivare al 51% potrebbe anche esserci, ma la sicurezza per fare questo sembra una sola, e si chiama Pierferdinando Casini con il suo UDC. Che questo partito sia sempre stato una spina nel fianco per Berlusconi lo si sa da tempo, in quanto Casini non è mai stato contento di dovere fare da gregario, volendo per il suo partito sempre e comunque una posizione di primo piano. Sarà quindi fondamentale per la PDL riuscire a convincere anche l’UDC per avere una maggiore certezza in vista delle elezioni.

Insomma per la PDL iniziano i primi problemi, o meglio i primi…Casini.