Medioriente: Isreale non si fermerà

di Paolo Riva 1

Oggi, leggendo un po le notizie qua e là sul web prima di iniziare a scrivere il mio post, mi sono reso conto di una cosa; la situazione nella striscia di Gaza non ci fa sentire più come degli uomini. Non so perchè ma la naturalezza con cui mi sono ritrovato a leggere degli ennesimi morti in Israele, 60 di parte palestinese e 2 da parte israeliana, mi ha fatto sentire meno umano. 62 persone, 62 uomini prima di tutto, prima ancora che israeliani e palestinesi. Che lottano per conquistare la terra che, a loro modo di vedere, gli spetta, ma che lottano soprattutto per non perdere la vita e la libertà.

Nella Striscia di Gaza la situazione è attaccata ad un sottile filo. Basta la minima brezza che potrebbe portare all’offensiva israeliana definitiva. Certo, pensare che 60 morti di parte palestinese non siano un offensiva definitiva fa un po rabbrividire, ma è così. La lotta di Israele al terrorismo è iniziata secondo Olmert, primo ministro israeliano:

Israele non ha nessuna intenzione di fermare la guerra al terrore neanche per un secondo. Rivendichiamo il diritto di difendere i nostri concittadini nel sud del Paese.

Un appello chiaro quello di Olmert. Nessuna pietà per gli assalitori di Israele. E così sarà. I raid aerei avvenuti nella giornata di ieri sono stati 8. Ma le parole del leader israeliano, fanno trapelare che i raid continueranno a susseguirsi anche nei prossimi giorni. Perchè il terrore deve sparire dalla terra di Israele. Una crociata, quella di Olmert, forse più ipotetica che reale, ma che risulta comunque il miglior modo, almeno secondo il mio punto di vista, di rispondere al terrore. Una lotta al terrore che, come aggiunge Ehud Barak, ministro della difesa, potrebbe avere uno sviluppo su terra molto presto, e soprattutto su larga scala.

Non è la sola via militare che si sta cercando di attivare. Anche le Nazioni Unite stanno cercando di arrivare ad una risoluzione del problema. Il leader dell’ONU Ban Ki-Moon sta cercando di mediare la posizione dei due paesi definendo da una parte eccessiva la risposta israeliana a livello militare, ma allo stesso tempo condanna gli atti terroristici contro il popolo ebraico.

Certo è che in questa regione, il medioriente, sembra veramente impossibile trovare una soluzione. Non esistono parole, non esistono documenti, non esistono promesse, non esistono patti. Non esiste assolutamente nulla che possa riuscire a mettere accordo tra 2 popolazioni. Nemmeno le armi sembrano riuscire a placare la sete di vendetta e di conquista che ormai israliani e palestinesi condividono da quasi 50 anni. E mentre il sangue continua a scorrere sulla terra di Israele, la generazioni continuano a combattersi, e ancora e ancora, con il terrore che possa essere per sempre.

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