Bush in Medioriente: Buona la prima!

di Paolo Riva Commenta

Finalmente il grande giorno è giunto. La “prima” di Bush in Israele è arrivata ed è andata anche discretamente bene. Certo a suo favore vi sono molti punti, come ad esempio quello di giocare “in casa” (dato che gli USA sono notoriamente filo-israeliani). Ma nonostante questo, dalle sue parole si evince non solo forza, ma anche un grido di speranza per risolvere la situazione arabo-israeliana.

L’arrivo a Tel Aviv, seguito dal festoso saluto del presidente israeliano Shimon Peres, è stato entusiasmante per il presidente a “stelle e strisce” che nel suo discorso ha esordito con concetti decisi e chiari:


Esistono nuove opportunità per giungere ad una pace durevole tra isrealiani e palestinesi. Discuteremo del nostro profondo desiderio di sicurezza, libertà e pace attraverso il Medio Oriente. L’alleanza fra le nostre due nazioni aiuta a garantire la sicurezza d’Israele come stato ebraico.

Un George Bush positivo, ma come già anticipato in precedenza, avvantaggiato dalla situazione. Da domani il viaggio in Medioriente si fa più “difficile”, con visite in Kuwait, Bahrain, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita ed Egitto.

Gli obiettivi di pace per quanto riguardo Israele dovrebbero avere termine, per quanto riguarda il programma presentato dal presidente degli Stati Uniti, entro la fine del 2008. Un progetto pretenzioso, ma come ha spiegato lo stesso Bush:

Vediamo una nuova possibilità per la pace, qui in Terra santa, e per la libertà in tutta la regione.

Alle parole di George Bush non possono che fare eco quelle di Olmert e di Peres, molto fiduciosi del “carisma” degli USA. Le parole di Olmert non fanno altro che ringraziare il prezioso alleato di oltreoceano:

Gli Usa sono gli alleati più sicuri nella guerra contro il terrorismo e il fondamentalismo, come pure un sostegno fermo nella nostra ricerca per la pace e la stabilità.

Peres, che porta la discussione invece sul piano politico-diplomatico, ricorda il problema dell’Iran, che riporta subito alla mente il “caso” avvenuto nelle acque dello stretto di Hormuz:

Israele è preoccupata per il programma nucleare iraniano, una preoccupazione condivisa da Washington. L’Iran non dovrà sottovalutare la nostra determinazione all’autodifesa. A tal proposito chiediamo al presidente Bush di aiutarci a fermare la follia dell’Iran, di Hezbollah e di Hamas, che controllano la striscia di Gaza.

Un incontro di promesse, un’occasione per scambiare idee e opinioni. Ora bisogna solo avere la “voglia” e la “forza di volontà” di mantenere la promessa. Pace fatta entro il 2008.

Noi ci crediamo!

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