Casini sulla Bozza Bianco: Noi ci stiamo

di Paolo Riva Commenta

Se dovessimo segnare un appunto sulla data del 9 gennaio, per quanto riguarda l’Italia e la sua politica, potremmo appuntarla come il Casini-Day. Non tanto per il gioco di parole che ne nasce (casini = disordini, che tra l’altro potrebbero riportarci benissimo alla situazione di Napoli) quanto dal cognome del leader dell’UDC.

Il fatto che sia il suo giorno è dovuto alla posizione che ha preso, in maniera pare definitiva, riguardo la “bozza Bianco”, ovvero la riforma sulla legge elettorale, che attualmente vedono alleati i “nemici-amici” Walter Veltroni, leader del PD e Silvio Berlusconi, leader di FI.


In mattinata la decisione definitiva di Casini. Inizialmente al fianco di AN, ha poi rivelato che la bozza, dopo un’attenta lettura, è una buona base per l’idea di riforma elettorale che l’UDC sostiene, ovvero il modello tedesco.

Un decisione giunta da Roccaraso, dove è in corso la kermesse organizzata da FI e dove il leader dell’UDC era presente:

La bozza di legge avanzata da Bianco può essere ripresentata in modo costruttivo, e penso che potrà anche avere il voto di Forza Italia, del Partito democratico, di Rifondazione comunista e anche dell’Udc. Si tratta di mettere alcuni correttivi che sono a portata di mano, l’intesa è ormai vicina. Si può arrivare a una legge seria con un impianto tedesco con alcune piccole modifiche, e si può arrivare con una vasta maggioranza in Parlamento. Attualmente la bozza Bianco lascia aperta troppe opzioni – continua il leader dell’Udc -, per cui da parte nostra è arrivato il suggerimento di presentare un testo base. Un testo base che non può avere due o tre opzioni diverse, ma che deve essere un testo che scioglie alcuni nodi. Se poi non tutti i nodi saranno sciolti nella nostra direzione confidiamo nei lavori parlamentari.

La posizione di Pierferdinando Casini, ha sconvolto gli equilibri, che sembravano stabili, dei partiti. Questo spostamento costringe i piccoli partiti a fare sentire la propria voce. Tra questi anche il celeberrimo UDEUR di Clemente Mastella, che più di tutti teme la cancellazione del suo partito:

Al vertice di giovedì della maggioranza (in programma per fare il punto della situazione sulle proposte di riforma della legge elettorale, ndr) noi andremo, ma saremo muti: ascolteremo soltanto. Ci andiamo solo per riguardo al presidente del Consiglio. E alla fine decideremo se confermare l’appoggio alla maggioranza o meno.

Riguardo la bozza Bianco il leader dell’UDEUR, applica una metafora sportiva per spiegare il problema di base della legge:

Non si può volere che i partiti medio grandi diventino grandissimi a scapito degli altri è come in un campionato: se elimini le piccole squadre giocheranno solo il Napoli, poco, ma soprattutto il Milan e l’Inter. Devono giocare anche i piccoli.

Spiegate al buon Clemente che però le squadre piccole, a volte, retrocedono!

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