Mastella con i socialisti. Why not?

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Nel giorno dello strappo del Cavaliere e della mariana risposta di Veltroni, anche la campagna elettorale dei poveri ma belli prosegue il suo silenzioso cammino. Registrando raramente impennate superiori alle attese.
D’altronde in una campagna elettorale regolata dalle leggi del marketing più che dalla par condicio, per dare voce ai mini-candidati premier bisogna usare le maniere forti. E come il domatore che mette la testa nelle fauci del leone, Boselli – già caldo da quando, tre giorni fa, abbandonava lo studio di Porta a Porta, contestando la sua scarsa visibilità televisiva – riprova a fare capolino su giornali e web con una trovata geniale.

La dignità non ha prezzo. Per tutto il resto… c’è Mastelcard

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Il dado è tratto. Con la dichiarazione di ieri, Berlusconi sembra avere definitivamente chiuso la porta in faccia a Mastella.

“Non c’è sincronia tra l’immagine rappresentata da un certo modo di rappresentare la politica e quello che è il sentimento del popolo delle libertà”

Si dirà: Ma non aveva già rotto lo stesso Mastella, alcune ore prima? Si risponderà: Vuoi mettere?
Questi i fatti.

Berlusconi: La solitudine in un attimo

Povero Silvio. Ce l’hanno praticamente tutti con lui. Beh, onestamente l’atteggiamento di tutti i suoi possibili alleati non mi stupisce. Berlusconi è uomo che accentra a se oltre al potere anche le telecamere dei media e quindi, candidarsi al suo fianco, significa, per chi come UDC e UDEUR che vive grazie alle apparizioni davanti alle telecamere, sparire momentaneamente dal mondo pubblico, giusto il tempo di una legislatura.

Si avete capito bene. Non è solo l’UDC a fare spallucce a Berlusconi. Anche l’UDEUR, che alle ultime informazioni pervenute era già parte del PDL, in realtà è molto lontano ancora da questa posizione.

Certo la fase delle trattative, mi si vorrà far notare, è ancora agli inizi. Si stanno ancora indicando i candidati premier e le possibili liste che li sosterranno. Però queste dure batoste che stanno colpendo sia il Partito delle Libertà sia il Cavaliere, di certo non ne lasciano un’immagine pulita all’elettore. Che, se tutti la pensassero come me, si chiederebbe: ma Berlusconi cosa sta architettando?

Alle urne con il Porcellum: niente quote rosa e liste bloccate

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La legge elettorale vigente, con la quale si tornerà al voto, prevede un sistema ibrido e complicato, che riprende alcune caratteristiche del sistema proporzionale (in particolare il voto di lista per il partito) ma le subordina al principio fondamentale del sistema maggioritario (chi prende un voto in piu’ ha vinto). Approvato a dicembre 2005 nella precedente legislatura a maggioranza di centrodestra, il sistema elettorale è definito spesso ”Porcellum” perchè il suo stesso ideatore, il leghista Roberto Calderoli, parlando della sua legge a Matrix nel marzo 2006, dichiarò:

Si dovra’ riscrivere. Glielo dico francamente, l’ho scritta io ma è una porcata

In effetti, le elezioni del 2006 hanno dimostrato che uno dei problemi di questa legge è il premio di maggioranza che al Senato scatta a livello regionale, rendendo difficile una maggioranza solida. Anche la Corte Costituzionale, il 30 gennaio di quest’anno, nel giudizio di ammissibilita’ dei referendum, ha segnalato che la legge ha in sè delle ”carenze”, in particolare per quanto riguarda il premio di maggioranza.
Ecco come funziona:

Divorzio all’italiana

Mastroianni
No more I love you. Ciao, baci, visto che è San Valentino. Non solo Silvio Berlusconi e Pier Ferdinando Casini sono ufficialmente e dichiaratamente ex alleati. Di più: alle prossime elezioni politiche saranno entrambi in corsa per la stessa poltrona: Quella, comoda (anche se dipende poi dai punti di vista) , di Presidente del Consiglio.
All’unanimità. Tale è doveroso definire – dicono i numeri – l’approvazione del documento in cui si conferma la scelta di correre da soli da parte della direzione dell’Udc. Nello stesso documento si chiede al leader, Casini, di assumere l’onere della candidatura a Premier. Queste le prossime elezioni per lo scudo crociato.
Pensare che Silvio aveva inoltrato il suo ultimo tentativo proprio questa mattina. Appello dall’evidente sapore di aut aut, certo. Ma pur sempre appello. Alla coesione. Che non ci sarà.

Casini: All By Myself

Celine
L’uomo bandieruola ha finalmente preso una posizione. Basta, stop, fine dei giochi, ora si è risentito e pone un freno alla vicenda dei giochi di potere. O meglio. Dà il suo personalissimo indirizzo. Il PierFerdi nazionale corre da solo.
E non usa nemmeno toni concilianti: Sono Berlusconi e Fini che hanno deciso di spaccare i moderati. Per noi la questione è conclusa. Questo è il dato politico, noi non rinunceremo al nostro simbolo.
Oggi Pier Ferdinando Casini, leader dell’Udc, ha riunito quest’oggi i suoi fidati per fare il punto della situazione. In questo marasma incontrollabile e ballerino. Stato dell’arte della campagna elettorale. E, già che ci siamo, del destino prossimo venturo del partito detto Udc. Parto in quel di un albergo dell’Urbe.

I Mastella a Dynasty. Ovvero, la soap che viene dalla Germania ma è tutta italiana

Dynasty
Mauro Montanari, vice-presidente della Commissione Informazione Comunicazione del CGIE è direttore del Corriere d’Italia a Francoforte sul Meno. L’ho incontrato – dubito che, giustamente, se ne ricorderà – in occasione della Assemblea Plenaria del Consiglio Generale degli Italiani all’estero (Cgie), qui a Roma, dal 6 al 9 Novembre scorso alla Farnesina.
In quella stessa occasione, vagando e gironzolando col mio collega allo stato brado per il Ministero degli Affari Esteri, sotto l’egida gentile di quella santa donna della direttrice dell’agenzia di stampa per cui stavo collaborando, per la prima volta in vita mia – probabilmente anche per l’ultima – ho incrociato di persona BAFFETTO!!! Ora, vogliate permettermi una digressione puramente infantile. Quell’uomo, e in molti/e rimarranno perplessi/e, ha la capacità di suscitare nell’immagine il mio grido al fascino. Aveva quell’immutato sorrisetto assolutamente sicuro di sè e imperturbabile, secondo me è come il make up permanente. Salve! Salve! Sono soddisfazioni – è colpa delle scuole superiori, avevo un professore di matematica e fisica che lo ricordava e assai piaceva alla mia adolescenza.
Divagazioni a parte, torniamo al buon Consigliere Montanari. Oltre ad essermi rimasto impresso per il cognome – che nella mia vita quotidiana dice assai – l’uomo in questione ha un aspetto discreto, signorile, intelligente, forte e decisamente schivo. Certo, ha tutta l’aria di decidere se e con chi avere a che fare.

Napolitano e la grossa gatta da pelare

Gatta
Napolitano ci prova, ma la gatta è grossa e ardua a pelarsi. Avesse ancora un numero idoneo di capelli, le mani sarebbero lì. Le consultazioni al Quirinale, in corso da ieri, proseguono, per trovare una soluzione alla crisi di governo.
Il Presidente della Repubblica ha cominciato in modo soft, se vogliamo: ha incontrato tutti i piccoli partiti di maggioranza e opposizione. La sua è una strada in salita. Difficile.
Al termine delle consultazioni di oggi ha affermato, serafico stanco e probabilmente con il buio più totale sul da farsi – che avrebbe chiunque, al suo posto: Per ora è impossibile fare anticipazioni.

1, 2, 3 tutti giù per terra. E’ caduto il Governo

Prodi
Gli applausi sono partiti per la senatrice con la S maiuscola, Rita Levi Montalcini. E, naturalmente, per il vero protagonista della giornata.
Scelgo per il Paese, scelgo per la fiducia a Romano Prodi. Scelgo in solitudine, con la mia libertà, con la mia coerenza, senza prigionie politiche, ma con la prigionia delle mie idee. Questa la dichiarazione di Nuccio Cusumano, senatore irriverente dell’Udeur . Che ha poi effettivamente votato per la fiducia a Prodi. Un martirio inutile, il suo.
Si è beccato uno sputo, un pezzo di merda, una serie di altre dolcezze dal suo probabilmente ormai ex compagno di partito, e Capogruppo dell’Udeur al Senato, Tommaso Barbato. Se ne è andato in barella dall’aula, per poi rientrare per il voto. Tutto inutile. L’Italia è di nuovo senza un governo.

E la sinistra esultò: Un guerriero!

Guerriero
E gridarono al Guerriero. Romano Prodi si incaponisce, e dopo le voci di ieri di una salita al Quirinale dopo aver incassato la fiducia della Camera – c’è chi lo aveva dato già per dimesso – ha deciso di andare avanti.
Il Professore si presenterà tra meno di un’ora in Senato per chiedere la fiducia. Stamane Prodi ha avuto un nuovo colloquio di un’ora con Napolitano: È stato un colloquio sereno e costruttivo. Ho comunicato al presidente della Repubblica che andrò al Senato alle ore 15.
Che succederà? A Palazzo Madama la maggioranza sulla carta, dopo la rivolta dell’Udeur, non c’è.

Prodi “valuta” le dimissioni e va a colloquio da Napolitano. Mentre Bossi dice: o urne, o rivoluzione armata

MOntecitorio
Si è fatto sue conti – in verità non troppo difficili. Le ha tentate tutte. Ma Romano Prodi potrebbe decidere di evitare il confronto in Senato e dopo avere incassato questa sera la fiducia nell’aula di Montecitorio, salire al Quirinale e rassegnare le dimissioni nelle mani del capo dello Stato.
C’è di tutto a bollire nel pentolone. Dini e i suoi spaccati. Il Professore a colloquio per mezz’ora con Napolitano. L’Udeur che si rivolta contro Berlusconi, già sicuro di avere i mastelliani a breve nel centrodestra. Su di noi concussioni politiche. Restiamo al centro, dicono dal partito che ha portato alla crisi di queste ore. Ci ritroveremo senza accorgercene Clemente Mastella Premier?
Ma il vero colpo di scena arriva con le parole perentorie del Senatur. Cade, cade. Può reggere alla Camera ma cade al Senato, ipse dixit. Prima di concludere con l’affermazione che più di tutte dovrebbe far riflettere: O andiamo al voto o c’è la rivoluzione. Troveremo le armi.

Prodi: gli esami non finiscono mai. Ovvero: tutti morimmo a stento

De Andrè
Quello di oggi è quasi facile. Ma quello di domani no. Romano Prodi e la sua band verificheranno oggi, nel pomeriggio, i compiti per casa a Montecitorio. Una verifica dall’esito realtivamente scontato e plausibilmente positivo per il Professore.
La Camera, anche senza i voti dell’Udeur, non dovrebbe essere un problema. I veri, lancinanti dolori di pancia arriveranno domani sera. Al Senato, la maggioranza praticamente non c’è. La resistenza del Governo appare missione disperata e la lotta all’ultimo voto con la ferocissima opposizione ruota tutta intorno al filo dei 160 consensi.
Ironia della sorte – perchè c’è in verità dell’ironico – la caccia al voto e la crisi arrivano in contemporanea con i festeggiamenti per i 60 anni della Costituzione della Repubblica Italiana.

Mastella e Ruini. Ovvero: il gatto e la volpe

gatto volpe
Mi arriva la newsletter di Libertà e Giustizia. Mi ci sono iscritta appositamente. Sarà colpa dei miei inutili studi in Scienze della Comunicazione, ma a me Umberto Eco in fondo è sempre piaciuto – certo, ha da un po’ una deriva eccessivamente intellettualoide e insofferente, ma tant’è. A capirlo davvero, poi. E su Enzo Biagi non spendo parole, perchè è ben difficile che ne sia degna.
Comunque, col suo Comitato di Garanti e la sua discrezione, ha solleticato la mia curiosità ben sopita dal disgusto dei circoli intellettuali, le associazioni, gli pseudopartiti dei tempi nostri. Mi ha colpita anche per la sua discrezione. Si direbbe che non la butta in caciara come una matrona partenopea al mercato del pesce.
L’articolo che oggi si è imposto alla mia attenzione, dall’alto della mia influenza Pacifica (Il nome sarebbe in verità grazioso, se corrispondesse ad uno stato dell’animo. PACIFICA: mi sento un tantinello presa per i fondelli) porta il titolo sobrio di Coincidenze e peccatori.

L’Udeur si appella a Napolitano, mentra la signora Mastella viene accolta da applausi e cori

Clemente Mastella
Mentre Sandra Lonardo, moglie dell’ex Ministro della Giustizia Clemente Mastella, arriva per il suo interrogatorio di garanzia di 15 minuti, accolta da applausi e cori, infuria la polemica nell’arena politica.
Lei si difende, definendo l’indagine falsa e sottolineando: Mai minacciato o tentato di coartare la volontà di chicchessia. Uno striscione la accoglie, davanti alla procura di Santa Maria Capua Vetere: Libera Sandra, liberi tutti.
Nel dibattito, si analizzano a toni accesi il ruolo della magistratura, la sua difesa, e le sue presunte colpe. La scelta di delegittimare l’operato della magistratura è irresponsabile poiché può solo generare sfiducia nelle istituzioni e attentare alle basi della convivenza civile: l’Associazione Nazionale Magistrati ha preso posizione oggi, al termine di una riunione, contro gli attacchi ai giudici. Attacchi a profusione, attacchi dall’alto, attacchi pesanti, attacchi con eco: attacchi legati al Mastella & Consorte Affaire.