Prodi “valuta” le dimissioni e va a colloquio da Napolitano. Mentre Bossi dice: o urne, o rivoluzione armata

di Angela Gennaro Commenta



Si è fatto sue conti – in verità non troppo difficili. Le ha tentate tutte. Ma Romano Prodi potrebbe decidere di evitare il confronto in Senato e dopo avere incassato questa sera la fiducia nell’aula di Montecitorio, salire al Quirinale e rassegnare le dimissioni nelle mani del capo dello Stato.


C’è di tutto a bollire nel pentolone. Dini e i suoi spaccati. Il Professore a colloquio per mezz’ora con Napolitano. L’Udeur che si rivolta contro Berlusconi, già sicuro di avere i mastelliani a breve nel centrodestra. Su di noi concussioni politiche. Restiamo al centro, dicono dal partito che ha portato alla crisi di queste ore. Ci ritroveremo senza accorgercene Clemente Mastella Premier?


Ma il vero colpo di scena arriva con le parole perentorie del Senatur. Cade, cade. Può reggere alla Camera ma cade al Senato, ipse dixit. Prima di concludere con l’affermazione che più di tutte dovrebbe far riflettere: O andiamo al voto o c’è la rivoluzione. Troveremo le armi.

Umberto Bossi usa una parola che sembrava cancellata e dimenticata dal vocabolario politico italico. E’ irritato. Alcuni esponenti della Lega sarebbero stati contattati per sostenere il Governo al Senato, sostiene. Non io, ma Calderoli e Maroni. Che sarebbero stati interpellati, secondo Bossi, dallo stesso Romano Prodi. Propongono di offrire alla Lega il federalismo quando sei con l’acqua alla gola offri qualsiasi cosa, ma poi non è detto che la mantieni. Dopo le porcate che hanno fatto sulla devoluzione, non possono chiedere alla Lega di mantenerli in vita.


E siccome il Governo ormai è spacciato, per Bossi o si va al voto oppure facciamo la rivoluzione, facciamo la lotta di liberazione. Aggiungendo: Ci mancano un po’ di armi, ma le troviamo. Ora. Ci mancano un po’ di armi vuol dire che l’altro po’ di armi già esiste? Ma le troviamo vuol dire che è facile e che è già preventivato? Bossi ci ha da sempre abituati alle sparate. Ma quella del ritorno alla lotta armata, chissà, in questi tempi di politica drammatica, qualunquismo, corruzione e perdita delle ideologie, potrebbe trovare il terreno per verificarsi.


Armate la gente del nord, stanca di essere associata alla monnezza di Napoli. E viceversa. L’esempio è facile, e rende.

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