Napolitano: “Basta scontri magistratura-politica”

di Luca Fiorucci Commenta

Foto: Ap/LaPresse

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha incontrato oggi al Quirinale i nuovi magistrati in tirocinio, e richiamato quindi i giudici ad “evitare il protagonismo“, poichè, ha affermato, “vanno evitate condotte che creino indebita confusione di ruoli e fomentino l’ormai intollerabile, sterile scontro fra politica e magistratura”.
Il capo dello Stato ha inoltre esortato ad utilizzare le intercettazioni “solo se assolutamente indispensabili“, richiamando i magistrati a fare, ha detto,

un uso sapiente ed equilibrato dei mezzi investigativi,bilanciando le esigenze del provvedimento con la piena tutela dei diritti costituzionalmente garantiti”.

Per Napolitano, la magistratura è in un momento di “offuscamento” della sua immagine, da qui il richiamo ai giovani tirocinanti affinchè svolgano “una seria riflessione critica“, per evitare, ha aggiunto, “fuorvianti esposizioni mediatiche” e non cedere ad atteggiamenti protagonistici e personalistici.
Il capo dello Stato, quindi, riconoscendo le strozzature e inadeguatezze del sistema giustizia, ha esortato ad affrontarle, e ha anche formulato alcune proposte in tal senso, pur affermando: “Non spetta al Capo dello Stato suggerire o valutare disegni di riforma della giustizia, che sono prerogativa del Parlamento“. Si deve comunque mirare, ha poi aggiunto, ad “un recupero di funzionalità, e insieme di razionale e limpido profilo, del sistema giudiziario”.
Napolitano ha inoltre fatto riferimento alla situazione economica, parlando di una fase di “seria difficoltà”, e ha ricordato agli uditori giudiziari ricevuti al Quirinale l’importanza del loro lavoro per il superamento delle inefficienze del “sistema giustizia”, e per affrontare, ha detto, “le pressanti esigenze del rilancio della crescita produttiva ed occupazionale su basi più stabili ed equilibrate”.
In chiusura, ha anche ricordato i magistrati caduti vittime del terrorismo e della mafia: “A loro va il nostro 0maggio”, ha detto.
Dopo la cerimonia, il presidente della Repubblica si è intrattenuto per un breve colloquio con il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, e con il vicepresidente del Csm, Michele Vietti.
Le parole del Capo dello Stato sono state accolte con favore in tutto il centrodestra, ma anche dal presidente dell’Anm Luca Palamara, che ha ricordato: “Abbiamo sempre difeso l’uso e non l’abuso delle intercettazioni, anche sotto il profilo dell’indebita pubblicazione di atti irrilevanti“.
Il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri definisce “significative e preziose” le parole di Napolitano “alla luce dell’attualità politico-parlamentare“, e anche per il capogruppo Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto quello del presidente della Repubblica è un “appello del tutto condivisibile“.
Il ministro della Giustizia Angelino Alfano, da parte sua, ha annunciato di voler introdurre nuove leggi per regolamentare l’entrata in politica dei magistrati.

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