Caso Murdoch, Cameron chiede scusa al parlamento

di Michele Laganà Commenta

Foto: Ap/LaPresse

In una sessione straordinaria del parlamento, il primo ministro inglese Cameron, ha risposto a tutte le domande in merito allo scandalo intercettazioni che sta colpendo l’Inghilterra in questi giorni. Il primo ministro ha dichiarato che “Un torrente di rivelazioni hanno incrinato la fiducia in media, polizia e politica”, inoltre ha aggiunto che l’inchiesta pubblica, dovrà fare luce “sui rapporti fra stampa, polizia e politici, e sulle condotte individuali”.

L’opposizione dalla voce di Miliband, chiede le dimissioni di Cameron il quale dichiara di non volersi assolutamente dimettere e che è “estremamente dispiaciuto” per il furore che ha provocato dalla nomina di Coulson, ex direttore del News of The World, quale capo delle Comunicazioni. Solamente nel caso in cui Coulson si rivelasse complice delle intercettazioni ma anche solo a conoscenza dei loschi traffici del tabloid inglese, il premier ha dichiarato che presenterà le sue “profonde scuse” al parlamento.

Parlando ancora del caso Coulson, Cameron dichiara: “Con il senno di poi e tutto ciò che emerso, non gli avrei offerto quell’incarico – ha ammesso Cameron – e mi sarei aspettato che lui non lo accettasse”. In molti però continua a chiedere le dimissioni Cameron, cosa che lui ovviamente, respinge a gran voce. Sembra non terminare però, il periodo nero per Ruper Murdoch. Un nuovo filone di inchieste si starebbe per avviare anche in America ed in Australia, terra natia del magnate proprietario di News Corp.

Il primo ministro australiano Julia Gillard ha dichiarato: “I nostri cittadini sono turbati per gli eventi in Gran Bretagna” – Dopo le grandi discussioni oltreoceano, quando le persone hanno visto i telefoni spiati, quando le persone hanno visto la gente soffrire per tutto questo, allora io penso che siamo costretti a fare alcune domande anche qui nel nostro paese. E ovviamente News Ltd ha la responsabilità di rispondere alle questioni che porremo”.

Insomma, l’impero di Murdoch ora trema, ed anche abbastanza evidentemente.

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