Nitto Palma è il nuovo Guardasigilli. La Bernini nominata alle politiche comunitarie

di Luca Fiorucci Commenta

Foto: Ap/LaPresse

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusc0ni è salito al Quirinale per proporre la nomina di Francesco Nitto Palma a nuovo ministro della Giustizia, dopo le dimissioni di Angelino Alfano, neosegretario del Pdl.
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, dopo un breve colloquio con il premier, ha firmato quindi la nomina di Nitto Palma a nuovo Guardasigilli, e anche quella di Anna Maria Bernini a ministro delle Politiche Comunitarie, che succede quindi ad Andrea Ronchi.

Compiuto quest’altro rimpasto di governo, il premier Berlusconi vorrebbe ora concentrarsi sulle riforme, come avrebbe spiegato in un incontro a pranzo con i governatori del Pdl, mentre il neosegretario del Pdl Alfano si potrà dedicare interamente al rinnovamento del partito.
La maggioranza si congratula con il neo-Guardasigilli, ritenendolo la personalità di alto profilo chiesta da Napolitano, mentre dall’opposizione le reazioni sono state meno entusiastiche. Il responsabile giustizia del Pd Andrea Orlando, pur congratulandosi anch’egli con Nitto Palma, auspica comunque che il ministro cambi linea, specialmente riguardo alla legge sulprocesso lungo“, in discussione al Senato.
Pessimista, in proposito, il capogruppo Idv alla Camera Massimo Donadi, per il quale “Con lui o con Alfano non cambia nulla a via Arenula“.

Il vicepresidente del Csm Michele Vietti, invece, ha detto di augurarsi “una leale collaborazione affinchè politica e magistratura, ciascuna entro gli ambiti delineati dalla Costituzione, possano collaborare nell’interesse dei cittadini, al fine di assicurare loro una giustizia rapida ed efficace”.
Il nuovo ministro della Giustizia adesso dovrà affrontare alcune tappe impegnative: oltre alla discussione sulla legge “allunga processi“, ora in corso al Senato, dopo l’estate sarà la volta della riforma costituzionale della giustizia, e non è esclusa anche una possibile riforma della legge sulle intercettazioni, chiesta dal premier dopo le recenti inchieste su esponenti della maggioranza.
Intanto, però, i rapporti tra il premier e il capo dello Stato rimarrebbero abbastanza tesi per la questione dello spostamento dei ministeri al Nord, e anche l’incontro di oggi sarebbe stato meramente formale. Napolitano, ieri, aveva inviato una lettera al premier esprimendo “preoccupazione” per questo tema, e da Palazzo Chigi, probabilmente, non arriveranno risposte scritte, anche se Berlusconi vorrebbe comunque affrontare la questione in Consiglio dei Ministri, invitando i ministri a tener presenti le considerazioni del Capo dello Stato.
Sul tema è intervenuto anche il presidente del Senato Renato Schifani, dicendo: “La penso esattamente come il Capo dello Stato”.
Il presidente del Senato ha affrontato anche la questione del rapporto tra magistratura e politica, auspicando “che si trovi un punto di mediazione e di reciproco rispetto” tra giudici e politici, come tra maggioranza e opposizione, cosa possibile, ha aggiunto, “se si parla di riforme“, e ha ammonito: “Il rispetto tra i due poteri rende un servizio al paese e alla serenità dei cittadini indagati o imputati”.

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