Da Napolitano stop al rimpasto di governo. E sui referendum: “La Rai attui il regolamento”

di Luca Fiorucci Commenta

Foto: Ap/LaPresse

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha firmato ieri i decreti di nomina di nove sottosegretari del governo, la cui scelta è competenza esclusiva del Presidente del Consiglio, ma, in una nota, ha rimarcato oggi che la maggioranza è diversa “rispetto alle componenti della coalizione che si è presentata alle elezioni politiche” e quindi “spetta ai Presidenti delle Camere e al Presidente del Consiglio valutare le modalità con le quali investire il Parlamento delle novità intervenute nella maggioranza che sostiene il Governo”. Nel Pdl, tuttavia, i capogruppo Gasparri e Cicchitto sminuiscono la questione, affermando: “numerosi voti di fiducia, a partire da quello della svolta del 14 dicembre, hanno chiarito il quadro politico, con ripetute verifiche nelle sedi parlamentari”.
Napolitano, in sostanza, non contesta l’aumento delle poltrone, ma chiede al premier di portare la nuova maggioranza davanti al Parlamento, eventualmente anche con un voto di fiducia. La presa di posizione del Quirinale giunge inattesa per la maggioranza, sopratutto perchè il premier avrebbe volentieri evitato di sottoporsi ad un ulteriore voto di fiducia.
Lo stesso Berlusconi, poi, aveva ribadito che il numero dei componenti del governo è comunque inferiore alla media dei governi del passato, lasciando aperta la possibilità di nuove nomine. Nello stesso gruppo dei Responsabili, erano affiorati alcuni malumori fra gli esclusi dalle nuove nomine, come l’ex giornalista RAI Francesco Pionati.

Dall’opposizione giunge soddisfazione per l’iniziativa del Colle. Il leader del PD Bersani ha così commentato: “Gli italiani non capiscono se c’è stata la nomina di un’accozzaglia di sottosegretari, oppure è nata una nuova maggioranza parlamentare con il Parlamento che si riduce a luogo di compravendita di deputati e senatori. Per quello che ci riguarda, aspettiamo sereni le valutazioni di Fini e Schifani“. Per Massimo Donadi, dell’IDV, “Il presidente Napolitano ha ragione: l’attuale governo è sostenuto da un’altra maggioranza rispetto a quella uscita dalle urne e Berlusconi ha il dovere di presentarsi alle Camere e chiedere la fiducia per il nuovo esecutivo”. Ancora più duro il commento di Italo Bocchino, di Fli, secondo il quale “Berlusconi ha posto in essere un ribaltone parlamentare pur di far sopravvivere il suo governo”.
Napolitano ha inoltre ricevuto al Quirinale il presidente della Rai, Paolo Garimberti, e il nuovo direttore generale, Lorenza Lei, affrontando con loro anche “le questioni relative alla piena e tempestiva attuazione del regolamento approvato dalla Commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai e alla necessaria informazione sulle modalità di svolgimento della consultazione referendaria”.
La Rai ha fatto sapere che già da oggi provvederà alla messa in onda degli spot informativi sui referendum. Soddisfatto di ciò si è detto il leader dell’IDV, Antonio Di Pietro, che ha così commentato: “Dopo l’ennesimo tentativo di truccare le carte e di truffare gli italiani con il regolamento beffa varato l’altro giorno dalla Commissione di Vigilanza, che rinviava di ulteriori quindici giorni l’informazione della tv pubblica sui referendum, era doveroso l’intervento del Capo dello Stato“.

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