Finiani fuori dal governo. Napolitano convoca Fini e Schifani

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Foto: AP/LaPresse

Il ministro Andrea Ronchi, il viceministro Adolfo Urso e i sottosegretari Antonio Buonfiglio e Roberto Menia di Futuro e Libertà (foto relative al congresso di Perugia dello scorso 6-7 novembre, ndr) hanno presentato questa mattina le loro dimissioni, con una lettera di poche righe fatta arrivare al tavolo del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, come aveva già annunciato lo stesso Urso, coordinatore di Futuro e Libertà.

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Il viceministro ha anche spiegato che, in caso di elezioni, i finiani punterebbero ad un’ altra coalizione di centrodestra, aperta ad Udc, Api ed Mpa, ma sarebbero comunque disponibili ad un accordo per un governo di unità nazionale con lo scopo di cambiare la legge elettorale “con tutti coloro che sono interessati”.  “Noi” ha aggiunto Urso “vogliamo con queste dimissioni chiudere una pagina e proseguire la legislatura con un nuovo governo di centrodestra.”
I capigruppo di Fli di Senato e Camera, Pasquale Viespoli e Italo Bocchino, hanno diffuso una nota nella quale “evidenziano il venir meno del rapporto fiduciario nei confronti del governo”, ma assicurano che daranno il loro appoggio alla manovra finanziaria.
Con l’ atto formale delle dimissioni dei quattro esponenti finiani del governo, si  apre ufficialmente la crisi. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha convocato per domani i presidenti delle due Camere, Fini e Schifani, per saperne di più sul possibile futuro della legislatura.

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Parole dure sono venute dal Pdl e dal governo verso i finiani. Per il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, “con il ritiro della delegazione dal governo si sta consumando il tradimento”, mentre il capogruppo del Popolo della Libertà alla Camera, Fabrizio Cicchitto, ha parlato di “grave errore politico” di Fli.
Ieri, intanto, il premier aveva parlato di un possibile ritorno alle elezioni soltanto per la Camera, qualora qui non avesse ottenuto la fiducia, e, in proposito, il capogruppo PD alla Camera, Dario Franceschini, ha chiesto al presidente Fini “di non assecondare le richieste contenute nella lettera del Presidente del Consiglio”, inviata sabato scorso ai presidenti delle Camere, dove manifestava l’ intenzione di chiedere la fiducia prima al Senato.  Inoltre, Franceschini chiede a Fini di fissare alla Camera la discussione della mozione di sfiducia al governo presentata dalle opposizioni, “nella prima giornata utile del calendario parlamentare, successivamente all’ approvazione della legge di stabilità da entrambe le Camere.”

Questa mattina, intanto, il presidente della Camera Fini è intervenuto alla presentazione del rapporto l’ “Italia che c’ è”, di “Italia decide”, presieduta da Luciano Violante, ma non ha commentato le dimissioni dei membri di Fli dal governo.  All’ incontro era presente il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, e i tre si sono poi intrattenuti per alcuni minuti a Montecitorio.


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