Napolitano: “Ministeri al Nord incostituzionali”. Ma Bossi: “Restano lì”

di Luca Fiorucci 1

Foto: Ap/LaPresse

E’ ancora alta la tensione tra il Quirinale e la Lega sulla questione dei ministeri al Nord. Il leader del Carroccio Umberto Bossi ha infatti voluto replicare alle preoccupazioni espresse in materia dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che aveva inviato una lettera al premier Berlusconi per esprimere la sua contrarietà al trasferimento di alcuni uffici ministeriali a Monza.
Napolitano non si preoccupi, le sedi restano lì. La Costituzione non parla di dove devono stare. Noi vogliamo spostare i ministeri come fanno negli altri paesi” ha affermato Bossi, circa mezz’ora prima che il Quirinale rendesse noto il contenuto della lettera inviata a palazzo Chigi.
Per Napolitano, la scelta di decentrare alcune sedi ministeriali “confliggerebbe con l’art.114 della Costituzione che  dichiara Roma capitale della Repubblica, nonchè con quanto dispongono le leggi ordinarie attuative“, oltre ad essere onerosa economicamente.
Anche il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, in apertura del Consiglio dei Ministri, aveva chiesto al governo di tenere conto delle osservazioni del Capo dello Stato.
La decisione di aprire sedi ministeriali di rappresentanza a Monza, del resto, era stata contestata anche nella stessa maggioranza, in particolare dal sindaco di Roma, Gianni Alemanno, e dalla governatrice del Lazio Renata Polverini. Il primo ha infatti definito “irresponsabile” l’intervento di Bossi, mentre anche per Renata Polverini “E’ evidente che ha ragione Napolitano”.

Ancora più critiche le opposizioni. Per il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti, gli attacchi di Bossi a Napolitano sono “inqualificabili”, mentre il Pd, con la capogruppo Anna Finocchiaro, definisce “impeccabile” la lettera di Napolitano.
Il leader dell’Idv Antonio Di Pietro vede quello di Napolitano come un atto di sfiducia nei confronti del premier e del governo, e annuncia pertanto di voler “presentare una mozione formale di sfiducia nei confronti dell’intero esecutivo“, e si appella per questo anche alle altre forze politiche.
Per il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa, le iniziative sul trasferimento dei ministeri al Nord sono “buffonate”, mentre il presidente della Camera Gianfranco Fini fa una lettura più politica delle posizioni leghiste, e dice: “Bossi sta giocando una partita tutta diversa da quella di Berlusconi”.
Il leader leghista, comunque, sembra non voler fare marcia indietro, e pensa che le sue parole non avranno ripercussioni nei rapporti con il Quirinale: “I rapporti con Napolitano non si interromperanno per questo”, dice, prima di congedarsi dai giornalisti con una battuta: “Vado a casa, vado a Milano, che è la capitale”…

 

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