Mastella e il Governo. L’ultima cena

di Angela Gennaro 4



Per la mia dignità, per la mia onorabilità, perché non voglio sentirmi della casta: con queste drammatiche parole, Clemente Mastella conferma le sue dimissioni. Se ne va. Basta, caput. Niente più Ministro della Giustizia indagato.


Commosso, in lacrime, in partenza, lascia Palazzo Chigi assicurando al Governo – che in verità ha da temere il subire il colpo – l’appoggio esterno dell’Udeur. Indagato mezzo Udeur – ma promette appoggio ponendo ben precise condizioni. Saremo esigenti, non come prima, accettando compromessi. Che genere di compromessi? Malignamente, verrebbe da pensare: parliamone, di questa faccenda dell’Udeur mezzo indagato.


Nobilmente se ne va, esortando gli italiani ad avere fiducia nella magistratura. Troppo grande la gaffe di ieri? Troppo manipolabile la difesa che prevedeva l’accusa dei magistrati? Ecco la specifica: fiducia, italiani, ma di quella seria, non di quei Gip che prima arrestano, e poi dichiarano la propria incompetenza territoriale.

Benevento, il giorno dopo. Conferenza stampa. Ieri il Giudice per le Indagini preliminari ha disposto gli arresti domiciliari di Sandra Lonardo Mastella, , moglie di Clemente, nonchè di altri esponenti campani dell’Udeur. Ora l’ormai ex Ministro della Giustizia deve difendersi. Con la morte nel cuore si augura che la sua scelta, le sue dimissioni, la sua condotta, abbiano come effetto quello di conciliare la politica e la magistratura. Perchè l’Italia, insomma, sta vivendo una crisi del sistema, non del governo.


La mette in termini di dignità, Mastella. Di onorabilità sua, ma soprattutto della moglie Sandra. Trattata neanche fosse la moglie di un boss in 41 bis, e l’ex Guardasigilli piange. La mia non è la moglie di Provenzano ma una splendida ragazza. A prescindere dall’innocenza o meno, qui Sofocle al confronto era un pivello. Poi, la ciliegina: Non ho fatto affari durante la prima Repubblica, dove era più facile farli, e li farei ora?. Ora? Pensare che ora, ai comuni mortali, appare una pratica ancora più facile e generalizzata.


Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ricevuto, al Palazzo del Quirinale, il Presidente del Consiglio dei Ministri, Romano Prodi, per la firma il decreto con il quale si accettano le dimissioni del senatore Clemente Mastella da Ministro della Giustizia. L’interim del dicastero passa a Prodi.


Ieri Travaglio si interrogava, dal blog di Beppe Grillo, su come la notizia fosse stata diffusa, e sul perchè gli indagati fossero a conoscenza del provvedimento addirittura prima dei tempi uffuiciali. Con tanto di Mastella che aveva anche cambiato il suo discorso ad hoc.


E’ stata l’agenzia giornalistica Apcom la prima a dare la notizia del provvedimento restrittivo inflitto alla presidente del consiglio regionale della Campania, Sandra Lonardo. Quindi stanotte i carabinieri sono stati inviati nella sede di Apcom a Roma per elementi utili all’indagine. Su mandato della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere. E lo stesso giornalista, autore del servizio, è stato convocato per questa mattina negli uffici del procuratore competente.


Commenti (4)

  1. E’ una vergogna che il ministro della Giustizia debba essere condannato e che critichi la magistratura. Anche se è andato via ricatterà il governo dalla sua fortezza di birbanti.

  2. Beh, più che i ricatti, fa specie come dopo 2 anni in cui Mastella è stato ministro non si sia reso conto di ciò che oggi denuncia. Le cose sono due: o non voleva vedere o non sapeva (il che forse sarebbe ancora peggio vista la posizione che teneva). Di che morte vorrà morire?

  3. Ne dubito…secondo me scomparirà e farà una cosa tipo Craxi ma in Italia. resterà fuori dai giochi ma sempre all’interno del potere…

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