Ratzinger, La Sapienza e il discorso mai fatto

di Angela Gennaro Commenta

In uno speciale di RepubblicaTV, ieri, Ezio Mauro ha provato a rispondere alla situazione attuale di questa Italia in subbuglio.

Un’idea malata, dice, è quella che ha portato alla situazione attuale. Allo scandalo dell’annnullamento della visita del Papa all’inaugurazione dell’anno accademico presso La Sapienza di Roma. Un’idea che non è neppure così forte. Un’idea che ha portato ad uno scandalo. Perchè tale è ormai l’incidente, a livello diplomatico e di immagine.

Si è più volte ripetuto quanto la miccia sia stata accesa dall’invito del Magnifico Rettore al Papa. Un cambio di tradizione – il Papa avrebbe addirittura dovuto tenere, in una prima ipotesi, addirittura la lectio magistralis, poi correttamente affidata ad un Professore. Una spirale poi di eventi che ha portato a problematiche di immagine, di coscienza, di morale, di intelligenza.

Che cosa ha da fare o da dire il Papa all’università? Sicuramente non deve cercare di imporre ad altri in modo autoritario la fede, che può essere solo donata in libertà. Questo, un passaggio del discorso che Benedetto XVI avrebbe dovuto pronunciare oggi all’università di Roma La Sapienza, e che sono state invece veicolate dal Magnifico Rettore Renato Guarini all’inaugurazione dell’anno accademico.

Il Santo Padre ha rinunciato. E così, il Santo Padre è il protagonista che esce meglio dalla vicenda. Certo, profanamente parlando, chi o cosa assicura che quello sarebbe stato davvero il discorso e il suo messaggio? Certo, un aggiustamento dello stesso in itinere è dubbio lecito – e prassi naturale.

Il cardinale Camillo Ruini, a nome della diocesi di Roma, ha dato appuntamento ai fedeli all’Angelus di domenica in San Pietro. Al Papa è arrivato l’appoggio di, praticamente, tutte le istituzioni. Cattoliche e non. Perchè, nella vicenda, è entrata una parola pericolosa. La parola democrazia. Nel corso dell’udienza generale nell’Aula Nervi in Vaticano, applausi dagli studenti della Sapienza appartenenti a Comunione e Liberazione.

Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica, afferma: sincero e vivo rammarico, inammissibili manifestazioni di intolleranza. Ha scritto una lettera al Pontefice, resa nota dalla stampa vaticana. Sono convinto che questo evento avrebbe offerto una preziosa opportunità di riflessione su temi di grande rilevanza per la società italiana, come per tutte le società. E considero inammissibili manifestazioni di intolleranza e preannunci offensivi che hanno determinato un clima incompatibile con le ragioni di un libero e sereno confronto. Certo, la vaticanodipendenza esplode in una nota diffusa dal Quirinale, nella quale Napolitano ha sottolineato e auspicato ogni possibile continuazione del dialogo tra l’Italia e la Santa Sede.

Che ne capiscono, i ragazzetti qualunquisti della protesta. Strumentalizzati da forze che non conoscono, e con una storia ben precisa. Ragazzetti che credono di essere liberi.

Gli stessi – nella loro rappresentanza femminile – che hanno con le loro mani rovinato e resa inutile l’ultima manifestazione a Roma contro la violenza sulle donne. Dando della fascista alla Prestigiacomo. Fascista o comunista, non c’entrava niente. Simpatica (personalmente, non esattamente) o antipatica. C’erano illuminate donne di mezza età che avevano fatto il 68 che provavano a far ragionare le vipere ventenni. Guarda che questa ha fatto l’unica legge degna di nota sulle donne che abbiamo in Italia. Illuminate donne di una vera sinistra che non è più. Che credevano di manifestare per le donne, non per le donne dei centri sociali. Per tutte le donne violate. Hanno ottenuto un urlo isterico e niente più per tutta risposta.


Così come probabilmente strumentalizzati (ma ne escono, dato l’epilogo della vicenda, più nobili in immagine) sono i cori da stadio e striscioni all’udienza generale nell’Aula Paolo VI in Vaticano. Striscioni a profusione, i ciellini sono una garanzia: Gli universitari con il Papa, Se Benedetto non va alla Sapienza, la Sapienza va a Benedetto. Ma era questa dicotomia priva di contenuti che volevano ottenere i 67 professori firmatari contro la visita del Papa a La Sapienza?

 

 

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