Niente Papa a La Sapienza. E ora?

di IsayStaff 1



No Papa, no party. Alla fine è arrivato l’annullamento. Alla fine, niente visita. Il Papa non interverrà a nessuna apertura di anno accademico. Non ci sarà, non sarà lì, non comparirà, non parlerà. Nada de nada. Chi ha vinto? Chi l’ha spuntata? Chi esce al meglio da queste polemiche e da questo annullamento?


Ufficialissima nota della Santa Sede. Udite udite. Il Vaticano ha ritenuto opportuno soprassedere alla visita del Papa all’università La Sapienza. Il tutto, a seguito delle ben note vicende di questi giorni. Insomma la visita non s’ha da fare, perchè non l’avete voluta.


Il Santo Padre non parteciperà, dunque. Qualcuno, o qualcosa, ha vinto, e qualcuno o qualcosa ha perso. Ma chi? La sensazione non è questa. La sensazione che queste due giornate lasciano è, forse, un po’ di vuoto. Il Papa, comunque – salviamo capra e cavoli e compariamo lo stesso – invierà l’intervento che avrebbe dovuto tenere.

La comunicazione ufficiale divulgata dalla Sala stampa vaticana così recita: A seguito delle ben note vicende di questi giorni in rapporto alla visita del Santo Padre all’Università degli Studi ‘La Sapienza’, che su invito del Rettore Magnifico avrebbe dovuto verificarsi giovedì 17 gennaio, si è ritenuto opportuno soprassedere all’evento. Il Santo Padre invierà, tuttavia, il previsto intervento.


Così, in barba a qualsiasi legittima difesa della laicità, ora gli stessi paladini laici hanno ricoperto di ragione il Vaticano. Ecco i commenti della politica. Facili, scontati, dovuti. Ma non era meglio l’indifferenza alle origini? Parte Romano Prodi. Il Premier non può non esprimersi. E non può non prendere posizione. Un processo, a questo punto, anche facile.


Le parole del Professore. Profondo rammarico per la decisione di Benedetto XVI, nonché solidarietà forte e convinta alla sua persona, per non parlare di un invito rinnovato affinché possa mantenere il programma originario. O ancora: nessuna voce deve tacere nel Paese, e a maggior ragione quella del Papa. Fuori dal tracciato è giusto quel passaggio, a maggior ragione. Ma per il resto, cosa deve dire il Presidente del Consiglio di un Paese che, sul suo territorio, comprende lo staterello Vaticano? Con tutti gli annessi e connessi dei secoli. Prodi condanna i gesti, le dichiarazioni e gli atteggiamenti che hanno provocato una tensione inaccettabile, e un clima che non fa onore alle tradizioni di civiltà e di tolleranza dell’Italia.


Preoccupazione generalizzata della politica, che per sua stessa definizione è “bene”, per la faccenda. Invero, l’epilogo è, per alcuni versi, tragico. Profondo rincrescimento per come si è sviluppata e conclusa questa vicenda: ecco il presidente del Senato, Franco Marini. Che fa di più. Credo di poter associare tutta l’aula di Palazzo Madama al suddetto sentimento. Conosco anch’io La Sapienza, non come insegnante ma come allievo, tanti fa. E ho un’idea dell’Istituzione-università: un’istituzione di confronto libero e aperto a tutti e con il rispetto di tutti. Confutabile? Difficilmente.


Il Ministro dell’università, Fabio Mussi, ospite a sua volta della controversa occasione, si duole: Mi spiace che si siano create queste condizioni, l’università è un luogo che accoglie, non che respinge. Si tratta, per il vicesegretario del Partito Democratico, Dario Franceschini, di un fatto che va capito in tutta la sua gravità. Si possono condividere o meno le parole del Santo Padre, ma sono da respingere e da isolare dei fenomeni di intolleranza che trasformano il dissenso in protesta e in ostilità. Già. Ora ogni commento è più che facile e immediato.


Come facile, immediata e affatto sorprendente è la sarcastica ciliegina sulla torta del leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini: Complimenti ai sessantasette firmatari del documento contro la visita del Papa all’Ateneo di Roma, che con la loro intolleranza hanno dimostrato lo stato di desolazione dell’Università italiana e la debolezza culturale dei reduci del ’68. Se questi sono i maestri dei nostri figli, c’è da aver paura per il nostro futuro. Amen.


Commenti (1)

Lascia un commento