Fioretto per il Papa-Day: le chiavi di San Pietro a Mastella e ai politici italiani

di Angela Gennaro Commenta



C’è Clemente Mastella con una fantastica sciarpetta rosa. Alemanno ha una faccia un po’ contrariata, mentre Gasparri tenta un sorriso molto tirato. Francesco Rutelli si inzerbinisce profondendosi in sorrisi che la piazza non è stata in grado di contenere, tanto erano splendenti. Di fronte al Cardinale Camillo Ruini, certo soddisfatto.


Casini Pier Ferdinando sembra un presepe vivente, con tanto di moglie, Azzurra, e di figlioletta Caterina. Savino Pezzotta ha un’aria un po’ stranita, mentre il Ministro Fioroni si guarda intorno circospetto.

L’ex Guardasigilli lo aveva detto. A dire il vero, lo aveva detto prima di ogni altra cosa. Durante la conferenza stampa di Benevento, mentre da più parti bussavano pesanti provvedimenti giudiziari diretti proprio a lui, come prima affermazione ha sottolineato che ieri sarebbe stato in prima fila a piazza San Pietro. Sguardo sicuro, rivolto alla folla: Io sono con il Papa e andrò a testimoniarlo in piazza. Ottimo, giusto. Sua decisione. Fatti suoi.


Ma viene da chiedersi, a prescindere dalla fondatezza delle accuse: cos’ha di cristiano un atteggiamento, definito da Scalfari su Repubblica in uno splendido editoriale clientelare e ricattatorio che non ha scuse di sorta, rappresenta una deviazione molto grave dalla democrazia. Non è assolutamente valida la giustificazione proveniente dal fatto che si tratta di un male diffuso.


Io sarei stato qui comunque, dice Mastella. E’ a San Pietro, a quello che è stato definito, già prima di realizzarsi, il Papa-Day. Mi dispiace però per un’altra persona che sarebbe venuta volentieri, ovvero mia moglie, che purtroppo è a casa agli arresti domiciliari. No, non siamo assolutamente dei martiri siamo però assolutamente convinti della nostra fede cattolica. Voglio ricordare che siamo stati l’ultima coppia ricevuta da Giovanni Paolo II per i nostri trent’anni di matrimonio e abbiamo ancora la fede di allora.


E’ stato applaudito, Clemente Mastella. Per solidarietà. Le accuse dell’indagine potrebbero rivelarsi vere o false. Intanto, solidarietà. Sono stati applauditi anche, non per solidarietà ma per legittimazione, gli altri politici presenti in Piazza.


L’ormai ex Ministro della Giustizia, già che c’era, ne ha approfittato per dire la sua su un paio di personaggi. Prodi e il ministro degli Esteri Massimo D’Alema, prima di tutto, avrebbero dovuto chiamare il segretario di Stato Bertone per scusarsi, dopo l’annullamento della visita del Pontefice all’Università La Sapienza di Roma. Molto meglio è andata la lettera di Napolitano . L’ho apprezzata molto, ma io avrei fatto il passo ufficiale. Roma è importante anche perché un miliardo di cattolici guardano al Papa. Capito? Certo non perchè è la culla della civiltà.


La piazza, poi, certo è ambiente ideale per i comizi. Io mi sento agli arresti assieme a mia moglie, siccome non potevano arrestare me, hanno arrestato lei. La pesante vicenda giudiziaria che lo vede protagonista si riassume dunque in un atto improprio e di un giudice non competente, datato quattro mesi fa, ma che, inspiegabilmente, è uscito pubblico in prossimità del discorso del ministro della Giustizia al Parlamento. Non capisco come mai l’unica famiglia italiana intercettata sia la mia. Pensare che Silvio muove spesso le stesse lamentele…


Quale luogo migliore della culla della cristianità per parlare di fede. Ed ecco Mastella affermare di averne ancora, in fondo, nei confronti della magistratura. Ma in quella giusta. Se i fatti hanno riscontro sì, ma non credo a quelli che li chiami incompetente e ti arrestano. La prima cosa da fare sarebbe un decreto legge per evitare che questo accada. Può capitare a chiunque, non voglio togliere la libertà di stampa ma garantirla.


La ciliegina? Mastella, incalzato da più parti, ha comunque affermato di non voler parlare di politica. Perchè la coerenza è sempre stata commovente nei politici italiani.

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