I Mastella a Dynasty. Ovvero, la soap che viene dalla Germania ma è tutta italiana

di Angela Gennaro Commenta


Dynasty


Mauro Montanari, vice-presidente della Commissione Informazione Comunicazione del CGIE è direttore del Corriere d’Italia a Francoforte sul Meno. L’ho incontrato – dubito che, giustamente, se ne ricorderà – in occasione della Assemblea Plenaria del Consiglio Generale degli Italiani all’estero (Cgie), qui a Roma, dal 6 al 9 Novembre scorso alla Farnesina.


In quella stessa occasione, vagando e gironzolando col mio collega allo stato brado per il Ministero degli Affari Esteri, sotto l’egida gentile di quella santa donna della direttrice dell’agenzia di stampa per cui stavo collaborando, per la prima volta in vita mia – probabilmente anche per l’ultima – ho incrociato di persona BAFFETTO!!! Ora, vogliate permettermi una digressione puramente infantile. Quell’uomo, e in molti/e rimarranno perplessi/e, ha la capacità di suscitare nell’immagine il mio grido al fascino. Aveva quell’immutato sorrisetto assolutamente sicuro di sè e imperturbabile, secondo me è come il make up permanente. Salve! Salve! Sono soddisfazioni – è colpa delle scuole superiori, avevo un professore di matematica e fisica che lo ricordava e assai piaceva alla mia adolescenza.


Divagazioni a parte, torniamo al buon Consigliere Montanari. Oltre ad essermi rimasto impresso per il cognome – che nella mia vita quotidiana dice assai – l’uomo in questione ha un aspetto discreto, signorile, intelligente, forte e decisamente schivo. Certo, ha tutta l’aria di decidere se e con chi avere a che fare.



Gironzolando questa volta per la rete, sono incappata nuovamente nel suddetto consigliere e nel suo nome. Sull’agenzia per la quale ero alla Farnesina, News Italia Press, e sul suo giornale.


Gli italiani visti con gli occhi di altri italiani, titola.Qui non si tratta di una ricostruzione di stranieri di dinamiche del Belpaese, ricostruzioni che tanto infastidiscono e in molti fanno sorgere l’elementare pensiero del perchè non si fanno i fatti loro. Vedi Financial Times, vedi Economist, vedi la Dolce Vita ormai andata a male. No, assolutamente. Qui è un italiano, che ricopre una carica istituzionale, all’estero da una vita – e con una vita probabilmente migliore. Che svela le beghe di qua, analizzate dalla Sassonia.


Silvio is back, e Mastella ha fatto decisamente molto. Ma il consigliere Montanari riporta dati di fatto e analisi meramente quantitative di vicende dell’Italia che mai come in questo momento è stata la Poor Italy dell’Economist. La famiglia Mastella – ci felicitiamo tutti per la libertà in attesa di giudizio ridata alla signora Lonardo Mastella, in effetti i domiciliari (e non è ironia) erano un po’ ridicoli in un sistema giudiziario come quello italiano – è una famiglia genuina. Impegnata.


L’Udeur, in quanto partito votato dall’ 1,4% degli italiani adulti, ha diritto ad un giornale finanziato con denaro pubblico. Si chiama Il Campanile, con sede a Roma, in Largo Arenula 34. Il giornale tira circa cinquemila copie, ne distribuisce 1500, che in realtà vanno quasi sempre buttate. Lo testimoniano al collega Marco Lillo dell’Espresso, che ha fatto un’inchiesta specifica, sia un edicolante di San Lorenzo in Lucina, a due passi dal parlamento, sia un’altro nei pressi di Largo Arenula. Così scrive Montanari. Giuro, il test alla prima occasione lo faccio anche io.


Ma se le copie del giornale in questione, riportano Montanari e ancora prima L’Espresso, A che serve allora -direte voi- un giornale come quello? Serve soprattutto a prendere contributi per la stampa. Ogni anno Il Campanile incassa un milione e 331mila euro. E che farà di tutti quei soldi, che una persona normale non vede in una vita intera di lavoro? insisterete ancora voi. Che farà? Anzitutto l’editore, Clemente Mastella, farà un contratto robusto con un giornalista di grido, un giornalista con le palle, uno di quelli capace di dare una direzione vigorosa al giornale, un opinionista, insomma. E così ha fatto. Un contratto da 40mila euro all’anno. Sapete con chi? Con Mastella Clemente, iscritto regolarmente all’Ordine dei Giornalisti, opinionista e anche segretario del partito. Ma è sempre lui, penserete. Che c’entra? Se è bravo… . Montanari non si risparmia in considerazioni sui viaggi di lavoro e di probabile, feroce inchiesta sociale della famiglia Mastella. Con Mastelcard, 98mila euro nel solo 2005. Eccetera eccetera.


Il Nostro non dimentica De Magistris. Dal 2006, assicura l’editore non ci sono più stati viaggi a carico del giornale. Forse anche perché è cominciata la curiosità del magistrato Luigi De Magistris, sostituto procuratore della Repubblica a Catanzaro, il quale, con le inchieste Poseidon e Why Not, si avvicinava ai conti de Il Campanile.Ve lo ricordate il magistrato De Magistris? Quello a cui il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, mandava tutti quei controlli, uno ogni settimana, fino a togliergli l’inchiesta? Ve lo ricordate? Bene, proprio lui! Quello a cui il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, mandava tutti quei controlli, uno ogni settimana, fino a togliergli l’inchiesta? Ve lo ricordate? Bene, proprio lui! .


Eccetera eccetera, ancora una volta. Il Nostro è bravo a scrivere, molto più della sottoscritta, ergo lascio il gusto degli altri incroci esposti direttamente dalla sua penna emigrata. Noialtri, si attende la prossima puntata della soap, promessa al termine dell’articolo. Non tarderà.


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