Berlusconi critiche dalla Germania

di Roberto Rossi Commenta

Silvio Berlusconi attacca la Germania, e Berlino non ci sta. Dopo aver compreso che il territorio berlinese avrebbe potuto diventare tra i protagonisti negativi della campagna elettorale già avviata dall’ex premier, il ministro degli Esteri Guido Westerwelle è corso ai rapidi ripari, annunciando che la Germania non accetterà l’abbandono dei toni democratici. “Una cosa non accetteremo: che la Germania sia fatta oggetto di una campagna elettorale populista. Nè la Germania né l’Europa sono la causa dei problemi che ha l’Italia” – ha dichiarato l’esponente dell’esecutivo tedesco.

Quindi, Westerwelle ha scelto di rivolgersi direttamente ai partiti italiani, domandando loro di non abbandonare il percorso di riforme avviato da Mario Monti, poiché in caso contrario il Paese finirebbe – per citare, tra virgolette, le parole del ministro – in “guai seri”, trascinando tutta l’Europa nelle difficoltà ancor più pregiudizievoli (qui un nostro articolo sui rapporti tra Berlusconi e l’Europa).

Insomma, la Germania sembra opporsi ancora una volta alla presenza di Silvio Berlusconi quale leader della politica nazionale italiana, e sembra ancor di più gradire una potenziale replica di Monti alla guida dell’esecutivo tricolore. A sponsorizzare il professore è stata la cancelliera tedesca Angela Merkel, che ha trovato modo di lodare Monti per le riforme messe in campo, dichiarando tuttavia che “gli italiani devono fare la loro scelta. Ma sono convinta che voteranno in modo tale da garantire che l’Italia resti sul cammino giusto”.

Non è certo una sorpresa che il Primo ministro italiano sia molto apprezzato all’interno dei confini tedeschi, e come la stampa tedesca non perda occasione per definire Monti come uno dei prodotti della cultura della stabilità tedesca, appropriandosi in qualche modo delle caratteristiche diplomatiche del premier, come se fosse oggetto di esportazione berlinese.

Ora che la Germania si sente sotto attacco da parte di Berlusconi, è probabile che le risposte non proprio light possano accumularsi nelle prime pagine dei giornali continentali. Insomma, la campagna elettorale è iniziata, e questa volta sembra giocarsi su un territorio ben più vasto della sola Italia.

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