Sentenza Mediaset, Berlusconi condannato: le reazioni del giorno dopo

di Roberto Rossi Commenta

silvio-berlusconi-0612La conferma della condanna inflitta a Silvio Berlusconi (con parziale revisione dell’aspetto legato all’interdizione dai pubblici uffici) ha generato la prevedibile coda di polemiche e di prese di posizione. Nell’attesa di comprendere se – e quali saranno – i risvolti sulla stabilità dell’esecutivo Letta, i giornali arricchiscono i propri articoli con decine di dichiarazioni al veleno.

Tra le affermazioni più provocatorie vi è – come ampiamente prevedibile – quella di Beppe Grillo, che sul suo blog scrive che “Berlusconi è morto” e che “la sua condanna è come la caduta del Muro di Berlino del 1989”, visto e considerato che “il Muro divise la Germania per 28 anni” e che “l’evasore conclamato, l’amico dei mafiosi, il piduista tessera 1816 ha inquinato, corrotto, paralizzato la politica italiana per 21 anni, dalla sua discesa in campo nel 1993, per evitare il fallimento e il carcere”.

Sostanzialmente indifferenti alla novità della Suprema Corte è il gruppo dei renziani, che in merito alle possibili ricadute sul governo dichiarano che l’esecutivo dovrà andare avanti solo se assume i provvedimenti necessari per il rilancio dell’Italia.

Più netta è la presa di posizione da parte di Sel, con Nichi Vendola che afferma come “io credo che sia necessario a fronte di questa condanna trarre delle conseguenze: non è possibile immaginare che il Partito Democratico permanga nella condizione di alleato del partito di Silvio Berlusconi (…) Non è possibile immaginare che Silvio Berlusconi rimanga al centro della scena politica. Credo che grandi cambiamenti siano necessari per dare una risposta alla crisi morale del Paese”.

Il segretario del Pd Gugliemo Epifani ha infine segnalato che il Pd seguirà “con attenzione il comportamento del Pdl, sapendo che un atteggiamento responsabile rafforzerebbe l’opportunità di tenere distinte le vicende giudiziarie da quelle politiche e di governo, come il Pd ritiene necessario in una fase di crisi grave come quella che sta attraversando il Paese”.