Crisi di governo, il Quirinale respinge l’ipotesi

di Roberto Rossi Commenta

giorgio napolitanoNella serata di ieri gli ambienti del Quirinale hanno fatto trapelare la posizione del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sull’attuale situazione politica, con il Capo dello Stato che confida che non sia aperta una rischiosa crisi di governo, ricordando altresì come il leader del Pdl, Silvio Berlusconi, abbia più volte dichiarato il proprio sostegno all’esecutivo guidato da Enrico Letta. Ma sarà veramente così?

Secondo quanto aggiunto dal Corriere della Sera, insomma, “Napolitano, quindi, non sta studiando o meditando cosa fare nel caso si aprisse una crisi di governo. Perché, avendo già messo nella massima evidenza che l’insorgere di una crisi precipiterebbe il Paese in gravissimi rischi, conserva fiducia nelle ripetute dichiarazioni dell’onorevole Berlusconi, in base alle quali il governo continua ad avere il sostegno della forza da lui guidata”.

Le dichiarazioni di Napolitano sembrano essere una diretta risposta a quanto emerso nella mattinata, quando il capogruppo del Pdl al Senato, Renato Schifani, aveva sottolineato come nell’ipotesi di decadenza di Berlusconi sarebbe stato meglio tornare alle urne poiché il partito è già pronto all’opposizione.

Non mancano comunque le voci di coloro che cercano di sgonfiare i toni del contrasto. Il presidente del Gruppo misto di Montecitorio, e vice presidente del Centro Democratico, Pino Pisicchio, ribadisce che “se le forze politiche avessero la capacità di prestare un ascolto più attento alle parole e all’azione del Capo dello Stato, probabilmente questo paese avrebbe risolto almeno la metà dei suoi grandi problemi. Spero che il saggio monito di Napolitano serva a rimettere al centro dell’azione politica gli interessi veri e concreti del Paese e serva a far tornare i falchi nei propri nidi”.

Sandro Bondi, senatore Pdl, in serata ha infine sottolineato come il proprio partito confidi “che il capo dello Stato non ignori la drammaticità della situazione e prenda seriamente in esame un provvedimento esaustivo che le sue prerogative gli consentono di assumere nell’interesse dell’Italia, un provvedimento che scongiuri gli effetti di una sentenza allucinante e il tentativo della sinistra di approfittare di questa sentenza per portare a compimento il disegno perseguito da 20 anni di eliminare il leader dello schieramento dei moderati dalla vita politica”.