Crisi governo Monti a un passo

di Roberto Rossi Commenta

Il destino del governo Monti è appeso a un filo. La fiducia del Parlamento al decreto Sviluppo, l’approvazione di un provvedimento che era sostanzialmente in cantiere da mesi, non ha infatti rinsaldato il fato dell’esecutivo guidato da Mario Monti, accendendo improvvisi margini di instabilità a pochi mesi dalla fine della naturale legislatura. Ad aver acceso le polemiche, ieri mattina, il ministro Passera che – ospite di Agorà su Raitre, commenta in maniera molto critica l’intenzione di Berlusconi di ricandidarsi premier per la quinta volta.

 Il ministro Passera, sempre più avvicinato ai nuovi schieramenti centristi, ha infatti dichiarato che “tutto ciò che può solo fare immaginare al resto del mondo che si torna indietro non è un bene per l’Italia. Dobbiamo dare la sensazione che il Paese vada avanti”. Una dichiarazione che non è piaciuta dalle parti del Pdl: e di fatti, pochi minuti dopo, alle undici, in Senato, il capogruppo Gasparri annuncia l’astensione dei componenti del partito. La fiducia passa comunque , ma senza l’astensione Pdl (leggi anche: Berlusconi pronto a ritornare in campo) il governo si sarebbe trovato senza maggioranza.

Ne consegue, a sua volta, una sostanziale perdita dei numeri di appoggio al governo, con la capogruppo Pd Finocchiaro che invita Monti a salire al Quirinale. Il bis alla Camera porta una sfilacciatura interna al Pdl, con alcuni componenti che si dissociano dall’atteggiamento assenteista, dicendo si alla fiducia.

Intanto, netta la contrarietà a quanto accaduto da parte di Bersani e Casini, che assicurano congiuntamente “lealtà al governo” fino alla scadenza naturale della legislatura. “Ho preso atto del voto positivo sul decreto Sviluppo, ora attendo le valutazioni del Presidente della Repubblica” – dichiara comunque Monti, lasciando intendere che questo fine settimana sarà forse decisivo per le proprie sorti al capo del governo. Napolitano, che questa mattina incontrerà Alfano, si dichiara invece contrario “ad una fine convulsa della legislatura”.

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