Dimissioni Monti dopo legge stabilità

di Roberto Rossi Commenta

Il premier Mario Monti ha annunciato l’intenzione di rassegnare le proprie dimissioni. In maniera irrevocabile, a quanto pari, e con non pochi strascichi polemici. La notizia, ben nota, è arrivata formalmente al termine di due ore di colloquio con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, andando ad accelerare il timing delle elezioni a febbraio (prima delle annunciate dimissioni, invece, si negoziava la tornata elettorale delle politiche intorno alla prima decade di marzo).

La decisione di Monti – ripetiamo, fortemente inaspettata (qui avevamo sottolineato comunque come la crisi fosse a un passo) – ha lasciato di sorpresa molte parti politiche. A dimostrazione di ciò, le dichiarazioni del Pdl, con Angelino Alfano che si è limitato a ricordare la propria “stima” al professore, sminuendo poi quanto accaduto ricordando che “nel concreto cambia poco, si anticipa di poco il voto”, per poi ripiegare sulla difensiva (“non accettiamo le accuse di irresponsabilità: Casini e Bersani fanno propaganda”).

Per Pier Ferdinando Casini, da sempre uno dei più ferventi sostenitori dell’esecutivo guidato da Mario Monti, la colpa è di “anni di barzellette, demagogia e populismo”, fortemente contrastati dal premier, che ha invece imposto “un gesto di serietà e di responsabilità” evitando di finire impallinato dalla presumibile campagna elettorale anticipata del Pdl.

Tra le tante dichiarazioni nel centro sinistra, riassume bene le opinioni del Pd Walter Veltroni, che sottolinea come Monti abbia fatto un gesto di grande correttezza istituzionale, al fine di non esporre il governo e il Paese “al logoramento”. Secondo Veltroni il Pdl potrebbe presto pagare di aver provocato questa situazione, poichè “non si rende conto della delicatezza del momento che stiamo attraversando”.

Per Tabacci la campagna elettorale, prevede, sarà molto dura. Il centrosinistra – prosegue l’esponente dell’Api – ha la possibilità di dimostrare agli italiani che una svolta è realmente possibile, partendo dall’agenda Monti. Intanto, occhi aperti, oggi, per il riavvio delle negoziazioni sui mercati finanziari.

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