Berlusconi e Bersani litigano su La 7

di Roberto Rossi Commenta

Berlusconi e Bersani, i due principali “contendenti” in lizza per le elezioni politiche, hanno trovato nell’acquisto de La 7 da parte di Urbano Cairo un nuovo terreno di scontro. Una vicenda che ha acuito le relazioni tra le due parti, le quali hanno colto l’occasione per contestare i reciproci atteggiamenti sulla vicenda legata al gruppo Ti Media. E così, tra giaguari da smacchiare e accuse di varia natura, la campagna elettorale è giunta al termine.

“Se Berlusconi e la Lega perdono male, una birretta me la faccio…” – aveva esordito qualche giorno fa Bersani nell’ultima tornata di polemiche – “Siccome siamo in una settimana cruciale” – ha poi sostenuto Bersani– “tendo a ragionare come se fossi gia’ al governo e devo preoccuparmi che le decisioni siano prese in assenza di conflitti di interessi e senza costruire posizioni dominanti e poi che ci sia una traiettoria industriale” (vedi anche Elezioni politiche 2013: gli indecisi sono 5 milioni).

Un ragionamento che il Pdl ha subito respinto, con Berlusconi che ha affermato: “Ha detto: aspettate a vendere perche’ se saremo al governo interverremo a fare non so cosa a Mediaset per cui La7 varra’ di più”. Bersani ha ad ogni modo negato di aver fatto qualsiasi cenno a Mediaset, concludendo che “a Berlusconi le regole danno l’orticaria”. Anna Finocchiaro, Pd, aggiunge come sia “evidente che, quando si parla di televisione e di conflitto di interessi, Berlusconi si infiamma perche’ ha la coda di paglia”.

“C’e’ pero’ un avversario comune che negli ultimi giorni di campagna elettorale sembra unire i veri rivali Bersani e Berlusconi: Beppe Grillo” – aggiungeva uno speciale curato da Rai News – “che finisce nel fuoco incrociato dei due, accusato da entrambi di muovere “istinti pericolosi” e guardato con sospetto visto il timore di risultati clamorosi del M5S”.

L’attesa è comunque giunta al termine: ancora poche ore, e sapremo chi, tra i contendenti, avrà avuto la meglio.

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