Governissimo, governo di minoranza o elezioni anticipate?

di Roberto Rossi Commenta

Nelle ultime ore si stanno profilando tre diverse ipotesi di risoluzione dello stallo politico in cui è caduta l’Italia da oltre un mese: l’idea di un governissimo Pd – Pdl, l’alternativo governo di minoranza che sarebbe sponsorizzato principalmente dalla sua parte in causa fondamentale (il segretario Pd, Pier Luigi Bersani), le elezioni anticipate.  Ma quale sarà l’evoluzione politica che prenderà piede nei prossimi giorni, terminato il lavoro del “comitato dei saggi”?

“Si faccia un governo di cambiamento” – ha recentemente proposto Bersani – “si istituisca una convenzione per le riforme affidata a chi non governa; si scelga assieme un presidente della Repubblica che abbia una larga base parlamentare”.

In questo modo, il segretario Pd sembra rispondere alle posizioni del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che soffermandosi sul governo del 1976 (all’epoca, per certi versi, si venne a creare un contesto similare), aveva invitato a valutare una non divergente replica. Tuttavia, osservava Bersani poche ore fa, “nel 1976 c’era uno che governava, ed altri che lo consentivano. Era una forma di governo di minoranza. Io mi sono rivolto al M5S e al Pdl e ho detto ‘consentite il governo’: loro hanno detto ‘no’, non io. La mia idea è che questa corresponsabilita’ comune sia nella direzione del cambiamento, non dell’arroccamento e della paralisi”.

Le affermazioni del segretario Pd sembrano avvicinarsi sostanzialmente a un ultimatum. Tant’è che il numero 1 dei Democratici aggiunge che “altre proposte non fanno per me, e io sono disposto ad un passo indietro per il mio Paese. Se c’e’ qualcosa al di sotto di questo ci acconceremo, ma non bastano alle esigenze del Paese. Togliamo di mezzo questa bersanite acuta, io sono a disposizione: se servo bene, altrimenti mi tolgo di mezzo”.

Si attende ora l’incontro tra Bersani e Berlusconi: al termine di questa tornata di colloqui più o meno informali, ne sapremo probabilmente di più sulle chance di uscita dalle criticità nazionali.

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