Bersani: da dove riparte il Pd?

di Angela Gennaro Commenta

Pierluigi Bersani è il nuovo segretario del Partito Democratico. E ora?

E ora, dice il neo acclamato segretario, eletto con più del 50% delle preferenze su circa tre milioni di votanti (Bersani primo con oltre il 50 per cento, Dario Franceschini intorno al 35, Ignazio Marino ben oltre il 10), si parte. E si parte dall’occupazione e dal precariato.

Paroline di sensibile efficacia, queste.

Il mio primo gesto da segretario sarà quello di occuparmi del lavoro e della precarietà, credo che abbiamo bisogno di riportare la politica ai fondamentali

I fondamentali.

Il neoeletto segretario del Pd Pier Luigi Bersani prosegue:

Si è creato un muro di gomma tra sistema politico, media e condizioni reali. Cercherò di abbattere questo muro

Vorremmo tanto crederci. Primo atto del nuovo ciclo è l’incontro, di oggi, tra Bersani e i lavoratori di Prato. E poi all’ex ministro toccherà costruire il suo team. Individuare l’esecutivo, la direzione, i capigruppo. Gli attuali capigruppo, infatti, e cioè la Finocchiaro e Soro, per rispetto alla nuova elezione dovrebbero rimettere il mandato.

C’è chi spera un lavoro di gruppo, e dispera di fronte all’ipotesi di divisioni date dalle differenti posizioni degli ormai ex candidati. Ma Bersani assicura che lavorerà insieme a Franceschini e Marino. Bersani sa, però, che trattativa sì, ma fino a un certo punto. I suoi predecessori hanno perso il posto, a causa di questa frammentazione continua e perseguita. I numeri della vittoria permettono a Pierluigi Bersani un certo margine: aver portato a casa più del 50% farà alzare la bandiera di una scelta che non è solo quella degli apparati (Massimo D’Alema in testa) ma anche quella del popolo del Pd.

Romano Prodi, dall’alto del suo silenzio, commenta:

Bersani ha grandi capacità e sono convinto che ben presto dimostrerà non solo di essere il leader riconosciuto di tutto il Pd ma il rinnovatore del partito. Quello di cui avevamo bisogno

Un rinnovatore, insomma. Non molti, in realtà, ci credono, ma in molti ci sperano. Certo è che “il popolo del Pd” non darà, probabilmente, un’altra opportunità a questo apparato, in caso di delusione.

Foto|Panorama

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