Risultati primarie Pd 2012

di Roberto Rossi Commenta

 Come era lecito attendersi,  e come ampiamente previsto dai candidati, il primo turno delle primarie del Partito democratico si è concluso con un nulla di fatto, o quasi. Sarà infatti ballottaggio tra Pier Luigi Bersani e Matteo Renzi: il segretario del Pd ha ottenuto il 44,3% delle preferenze, mentre il sindaco di Firenze si è fermato ad un pur onorevole 36,2%. Più attardato Nichi Vendola, che ottiene il 15,2%, divenendo in tal modo l’ago della bilancia dell’esito della tornata. Più scarsi i voti confluiti nelle tasche di Laura Puppato (2,9%) e Bruno Tabacci (1,1%).

Quella di ieri è stata comunque una giornata carica di positività tra le fila del Partito Democratico, con un’affluenza altissima durante tutte le ore, tanto da obbligare gli organizzatori a non chiudere i seggi alle 20 (come previsto): stando ai dati forniti dagli organizzatori, a votare sarebbero stati complessivamente 3,5 milioni di elettori, di cui solamente 1,5 milioni pre-registrati (qui il nostro speciale di ieri).

A far le “spese” di questa incredibile affluenza è stato lo stesso sindaco di Firenze Matteo Renzi, che ieri sera, al seggio di piazza dei Ciompi, nel capoluogo toscano, ha dovuto sopportare un’attesa di oltre due ore e mezza. “Mi scappa da ridere pensando che chiedevamo più seggi e ci hanno detto che non servivano” – ha commentato il sindaco in un tweet pubblicato mentre era in fila. Al di là di questa critica, Renzi ha dichiarato che “la partecipazione della gente è stata meravigliosa. Sono felice, orgoglioso e contento (…) Se, come è possibile, ci sarà il ballottaggio, prepariamoci all’ultima settimana di un’esperienza straordinaria. Le primarie del centrosinistra hanno cambiato la storia degli ultimi mesi della politica italiana, e spero che anche il Pdl le faccia”.

Pier Luigi Bersani ha invece votato nel seggio di via XXIV Maggio, a Piacenza. “La vittoria al primo turno magari sarà difficile. Abbiamo voluto il secondo turno, siamo in cinque, ma quello che voglio far capire agli italiani è che vorrei cambiare il linguaggio: basta favole” – ha dichiarato all’uscita dall’edificio, dimostrandosi un facile profeta.

L’appuntamento con il ballottaggio è fissato per domenica 2 dicembre.

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