Comitato dei saggi al lavoro in un clima teso

di Roberto Rossi Commenta

Il Comitato dei saggi, il gruppo di “esperti” organizzato in due commissioni fortemente volute dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, si è posto al lavoro in un clima particolarmente teso. La riunione in programma per le 11 (per le questioni economiche) e per le 12 (per le questioni istituzionali), è il primo passo di una serie di iniziative che, tuttavia, non sembrano trovare adeguato gradimento nelle case dei partiti.

Un malumore, quello generato dalle principali parti politiche, che il Quirinale ha avvertito e che ha considerato talmente elevato da dover diramare una nota ufficiale nella quale si sancisce che “risulteranno evidenti sia il carattere assolutamente informale e il fine puramente ricognitivo dell’iniziativa assunta dal Presidente della Repubblica sia i limiti temporali, d’altronde ovvi, dell’attività dei due gruppi”.

Inoltre, prosegue la nota, quasi a voler rassicurare ulteriormente sul modo di operare, le prime riunioni “offriranno anche l’occasione per ogni ulteriore chiarimento opportuno, di fronte a commenti nei quali ai più larghi apprezzamenti si sono accompagnati non solo legittimi dubbi e scetticismi ma anche timori e sospetti artificiosi e del tutto infondati”. Come a dire: guai a chi pensa che l’attribuzione di sostanziali compiti alle commissioni sia una sorta di prepensionamento della democrazia, né un colpo di Stato.

Probabilmente a nuocere alle commissioni è il loro stretto collegamento con il governo Monti, un esecutivo che da più parti si vorrebbe accantonare, e che invece il capo dello Stato ha desiderato congelare in vista di tempi migliori. Una visione confermata dall’approccio del Pdl, con Alfano e Berlusconi che chiariscono come “i saggi facciano presto e riferiscano al Quirinale quanto prima. Il nodo politico resta irrisolto. Per noi l’alternativa è chiarissima: o c’è un’intesa politica piena che conduca a un governo di larga coalizione altrimenti è indispensabile andare a votare senza che sia resa impraticabile la finestra elettorale di giugno”.

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