Bagnasco critica stallo politico italiano

di Roberto Rossi Commenta

Il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, ha attaccato duramente lo scenario politico italiano, esortando a risolvere le principali criticità maturate nel corso delle ultime settimane. “La politica si decida a finirla con ogni indugio, spesso immotivato, e ad affrontare seriamente e decisamente i problemi della gente che non ne può più” – avrebbe affermato il cardinale, che ha poi celebrato una messa nello stabilimento di Fincantieri di Sestri Ponente a Genova.

Il cardinale ha poi esortato esplicitamente “le persone che hanno responsabilità a tutti i livelli, politico, amministrativo, imprenditoriale, aziendale: devono fare sempre di più la propria parte, e in modo sempre più urgente”.

Bagnasco ha quindi definito come “incomprensibile e inaccettabile” lo stallo ora verificatosi in Italia, sottolineando come il Paese abbia assolutamente bisogno di un governo (“di un buon governo, stabile”) sia per il Paese nelle sue dinamiche interne, sia per l’immagine all’estero. “Se all’estero il Paese appare incerto e instabile, questo non favorisce assolutamente l’Italia, tantomeno dal punto di vista del sistema produttivo. Anzi, è estremamente pericoloso. La gente non comprende e non può accettare questa lentezza, questa inconcludenza rispetto al dovere di governare un Paese e di governarlo bene”.

Per quanto riguarda infine la situazione ligure, Bagnasco ha affermato che “nella politica genovese c’è troppa vischiosità su alcune situazioni che riguardano la nostra realtà, la situazione lavorativa e occupazionale genovese è preoccupante”. Chiaro il riferimento alla Fincantieri, dove – conclude Bagnasco – vi è stato il “grande impegno dell’ amministratore Bono”.

Preoccupa invece la situazione di altre due realtà come la Amt e la Selex, per le quali Bagnasco ha dichiarato di non aver visto lo stesso impegno: “in queste aziende bisogna che le maestranze e le persone responsabili siano sempre più unite, coese, riescano a ragionare insieme per trovare soluzioni”. Vedremo se, nelle prossime settimane, le esortazioni del presidente della Conferenza Episcopale saranno raccolte, o cadranno nel vuoto.

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