Morte Giulio Andreotti

di Roberto Rossi Commenta

Si è spento a Roma, il 6 maggio, il senatore a vita Giulio Andreotti. Figura estremamente significativa e controversa del panorama politico italiano degli ultimi 60 anni, Andreotti è stato sette volte presidente del Consiglio, otto volte ministro della Difesa, cinque volte ministro degli Esteri, tre volte ministro delle Partecipazioni Statali, due volte ministro delle Finanze, una volta ministro del Tesoro, ministro dell’Interno, ministro dei Beni Culturali e ministro delle Politiche Comunitarie.

Nato a Roma nel 1919, rimasto precocemente orfano, si iscrisse alla facoltà di Giurisprudenza laureandosi il 10 novembre del 1941 a pieni voti. Già durante l’esperienza universitaria iniziò i suoi primi passi nella politica, entrando a far parte della Federazione Universitaria Cattolica Italiana. Nel 1944 fu eletto nel primo Consiglio Nazionale della Democrazia cristiana, e il 19 agosto dello stesso anno viene eletto responsabile dei gruppi giovanili.

L’avvio della carriera nazionale si deve tuttavia ad Alcide De Gasperi, che lo introduce sul palcoscenico nazionale designandolo come componente della Consulta nazionale e, successivamente, come componente dell’Assemblea Costituente. Nel 1947 Andreotti diventa parte del quarto governo De Gasperi in qualità di sottosegretario alla Presidenza, mentre nel 1948 viene eletto deputato.  Andreotti ricoprirà la carica di sottosegretario in tutti i governi De Gasperi, fino al successivo governo Pella, nel 1954. La carriera politica degli anni ’60 è una continua ascesa che lo condurrà, nel 1972, a divenire presidente del consiglio. Seguiranno numerosi incarichi di governo e la copertura dei già ricordati ministeri.

Fu agli inizi degli anni ’90 che, ancora una volta, la carriera di Giulio Andreotti subì una nuova ribalta. Nel 1992 il senatore era infatti considerato uno dei candidati più papabili per il ruolo di presidente della Repubblica, ma l’assassinio del giudice Giovanni Falcone a Palermo indusse il Parlamento a optare per una figura di diverso profilo, come Oscar Luigi Scalfaro. Un evento che, forse, nemmeno Andreotti riuscì a prevedere.

Questa la biografia di Andreotti su Wikipedia.