Scontri in Turchia, muore un giovane

di Roberto Rossi Commenta

 Non accenna ad arrestarsi l’ondata di scontri in Turchia. La protesta contro il governo di Erdogan, accusato da più parti di voler rendere il Paese troppo vicino a posizioni estremiste islamiche. Il premier, attualmente in visita in Marocco, difende le proprie decisioni assicurando il popolo che al ritorno nella nazione “tutto sarà risolto”. Continuano intanto le turbolenze a Istanbul, Ankara e nel Sud, dove le piazze si riempiono, e dove i disordini non si contano.

Ad aggravare il bilancio complessivo degli scontri sono state le ultime notizie provenienti dalle più importanti città della nazione, che hanno portato a tre il numero delle vittime. L’ultimo deceduto nella guerriglia urbana scatenata dagli oppositori e dalle forze di polizia è stato Abdullah Comert, 22 anni, morto in ospedale per una ferita da arma da fuoco riportata durante il caos generato nella provincia meridionale di Hatay, vicino alla Siria.

Secondo quanto riferito dalla tv privata Ntv, Abdullah Comert sarebbe stato ferito gravemente da alcuni colpi di pistola sparati da una persona non identificata. La polizia ha avviato un’indagine sulle circostanze della morte del giovane, membro del Partito Repubblicano del Popolo.

Pochi giorni prima, ad Ankara, era stato ucciso Ethem Sarisuluk, con un colpo di proiettile alla testa, mentre ancora più remota è la morte di un ventenne investito, ad Istanbul, da un automezzo lanciato verso la folla di manifestanti.

Inutili i tentativi del premier Erdogan di minimizzare l’accaduto. “La situazione si sta calmando” – ha affermato il primo ministro – “e al mio ritorno da questa visita i problemi saranno risolti”. Pochi minuti dopo, piazza Taksim, considerato il simbolo della protesta di Istanbul e dell’intera Turchia, è divenuta teatro di nuovi tafferugli. Gli ennesimi di una lunga serie che non accenna a voler arrestare l’impeto dei tumulti diffusi a macchia d’olio in tutto il Paese.