Elezioni Giappone 2013 vince Shinzo Abe

di Roberto Rossi Commenta

shinzo abeIl premier Shinzo Abe ha vinto la nuova tornata elettorale in Giappone. La coalizione che lo sostiene ha infatti ottenuto la maggioranza assoluta delle Camere, con una presenza di 135 seggi su 242 in quella Alta. Il partito liberaldemocratico al quale appartiene ha conquistato 65 seggi, mentre l’alleato New Komeito se ne è aggiudicato 11, andando in tal modo a cumulare 76 seggi sui 121 in palio. Il partito democratico di opposizione ha invece ottenuto 17 seggi, contro i 44 precedentemente ottenuti.

Ad esser premiato dall’ultima tornata è invece il partito comunista, che ha intercettato il voto di protesta contro la Abenomics (la politica economica del premier Abe), conquistando 8 seggi. A vincere è tuttavia, ancora una volta, la disaffezione dei cittadini giapponesi nei confronti della politica, visto e considerato che hanno partecipato al voto solamente il 52,6 per cento degli aventi diritto, contro il 57,92 per cento delle precedenti elezioni.

Come ricordato da Stefano Carrer nel suo approfondimento su Il Sole 24 Ore, “Abe potrà quindi governare con un forte mandato per i prossimi tre anni: è chiamato ad attuare la fase tre della cosiddetta Abenomics, ossia varare riforme di sistema considerate necessarie per porre il Paese su un binario di crescita sostenibile”. Un forte mandato che tuttavia non dovrebbe garantire una facilità gestionale al premier, visto e considerato che le vere decisioni difficili giungono proprio ora.

Per quanto concerne il riscontro da parte dei principali “stakeholders”, i mercati finanziari hanno accolto la notizia tiepidamente, mentre – aggiungeva Carrer – “gli ambienti industriali hanno salutato con favore quella che identificano come l’avvio di una fase di stabilità politica, consentita dalla fine dell’anomalia di maggioranze parlamentari diverse nei due rami della Dieta. Ma chiedono fermezza e accelerazione sulle politiche per la crescita, oltre a facilitazioni sul piano fiscale”, evidenziando come i prossimi tre anni possano rappresentare una irrinunciabile occasione di rilancio per il Giappone.