Legge elettorale bloccata in Senato

di Roberto Rossi Commenta

Si arena in Senato la proposta di revisione della legge elettorale. La bozza formulata dalle parti non ha infatti trovato pronto gradimento da parte del Pdl, nonostante una parvenza di precedente intesa. A non piacere sarebbero non solamente gli aspetti legati alle preferenze, quanto anche il tetto di spesa di 80 mila euro a candidato, che il Partito Democratico vorrebbe introdurre al fine di limitare il pregiudizio già sperimentato con precedenti casi mediaticamente molto rilevanti (Fiorito docet).

Alle prime opposizioni è poi stata ribaltata una nuova controproposta che include il “premietto” di 50 seggi, rigettata però dal Pd come “provocatoria” e realizzata “apposta per far saltare il banco”. Ne è conseguito uno slittamento immediato del voto in Aula, a data da destinarsi. Considerando che la fine della legislatura – anticipata o meno – sta incombendo, risulta veramente difficile poter riuscire ad andare al voto con una nuova legge elettorale, con buona pace di coloro (i più) che considerano inefficiente un simile sistema di votazione.

A confermare la fine dei giochi sarà tuttavia un summit in programma per la data di oggi, che vedrà come protagonista l’ex premier Silvio Berlusconi, il segretario Angelino Alfano, i coordinatori, i capi gruppo, i vice. Sebbene Alfano, Gasparri e Quagliarello siano favorevoli alla riforma, il Cavaliere sembra essere contrario a una simile revisione.

Attende sulla soglia della porta il segretario del Partito Democratico (nonché ribadito leader del centro sinistra, al termine dell’ultima tornata di primarie) Pier Luigi Bersani, che ricorda come se oggi “il Pdl avrà una riunione per decidere la linea politica, per favore ci faccia sapere cosa pensano precisamente della legge elettorale”. La capogruppo Anna Finocchiaro dice invece che “si continua a trattare ma la nostra pazienza si sta esaurendo”. Insomma, i rapporti si stanno facendo sempre più tesi, e la riforma della legge elettorale si allontana a gran velocità: saremo costretti a tornare al voto con l’attuale sistema?

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