L’abolizione della seconda rata dell’Imu: anomalie

di Alba D'Alberto Commenta

CgilL’Imu continua ad essere uno dei principali argomenti della politica italiana, uno di quegli argomenti che spaventa molti e che sembra non trovare pace. Gli ultimi mesi della politica italiana sono stati decisamente molto attenti a questo argomento, un argomento che ha creato diversi problemi al Governo Letta e alla sua stessa stabilità. Infatti in molti ricorderanno gli accesi confronti tra Partito Democratico e Popolo delle Libertà tra la riduzione e l’abolizione dell’Imu.

E, nonostante il tempo passato, si continua a parlare della tassa sulla prima casa. Il governo delle larghe intese ha dovuto affrontare temi molto difficili in questo ultimo periodo, da Amnistia Silvio Berlusconi: scontro politico a La legge elettorale e le mosse di Giorgio Napolitano. Questa volta sono i sindacati a denunciare le difficoltà che si celano dietro l’abolizione della seconda rata dell’Imu.

Sembrerebbe che l’abolizione della seconda rata dell’Imu potrebbe portare un’anomalia per i cittadini, anomalia per circa 600 comuni che hanno aumentato, nel corso del 2013, le aliquote rispetto alle classiche e standard aliquote. E dato che lo Stato risarcirà solamente la metà del gettito atteso dall’Imu a pagare la parte restante saranno i cittadini con l’aumento delle aliquote. Proprio sulla base di questo rischio per i cittadini i sindacati stanno chiedendo chiarezza al Governo Letta, una chiarezza che dev’essere fatta quanto prima secondo le diverse sigle sindacali, sigle sindacali che non vorrebbero che si creasse la spiacelo situazione che, una volta abolita la seconda rata dell’Imu, i cittadini di questi 600 comuni in questione potrebbero pagare lo stesso importo mediante altre imposte.

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