Tasse sui lavoratori dipendenti: una situazione insostenibile

di Roberto Rossi Commenta

 Continua a crescere il peso delle tasse locali sui dipendenti. Un incremento ulteriore delle addizionali regionali e comunali Irpef ha di fatti portato in nuovo apprezzamento il peso della pressione fiscale sulle “buste paga” italiane, a conferma delle previsioni precedentemente formulate – e ora ribadite in maniera consuntiva – dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre, che ha sottolineato come in questi ultimi anni sui redditi delle persone fisiche abbiano gravato i pesi delle imposte “manovrabili” dai comuni capoluoghi di provincia e dalle regioni.

I risultati ottenuti dall’analisi della Cgia sono particolarmente deprimenti. Stando a quanto sottolineato dall’associazione, infatti, un operaio con un reddito annuo pari a 20.000 euro, che corrisponde ad una busta paga netta di 1.240 euro al mese, subirà nel 2013 una trattenuta annua di 420 euro, 14 euro in più rispetto al 2012 e 95 euro in più rispetto al 2010 (vedi anche Delega fiscale bloccata al Senato).

Pessimistica anche la previsione per un impiegato con reddito annuo di 32.000 euro, pari ad uno stipendio mensile di 1.840 euro circa. Nel 2013, infatti, il dipendente dovrà decurtare il proprio reddito annuo di ben 700 euro, con un incremento di 24 euro rispetto al 2012 e di 133 euro rispetto al 2010. Se il reddito del dipendente è invece di 60 mila euro, che corrisponde a uno stipendio mensile di poco superiore ai 3.000 euro, nel 2012 il peso delle imposte comunali e regionali sarà di 1.346 euro, 52 euro in più del 2012 e 265 euro in più del 2010.

“L’aumento della tassazione locale è diventato ormai una costante che caratterizza la politica fiscale degli Enti locali” – ha commentato in proposito Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia – “Lo Stato risparmia tagliando i trasferimenti, le Regioni e i Comuni si difendono alzando il livello delle imposte per mantenere in equilibrio i propri bilanci. Speriamo che con la nuova Legislatura si riprenda in mano il tema del federalismo fiscale, altrimenti tra Imu, Irap, Tares, e addizionali Irpef i cittadini e le imprese si troveranno a pagare sempre di più senza avere un corrispondente aumento della qualità e della quantità dei servizi offerti” (vedi anche l’approfondimento  Lavoro, Cgil, Cisl e Uil contro la manovra economica. Monti apre il dialogo).

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