Ford e GM regalano bonus ai dipendenti: e Fiat che fa?

di Roberto Rossi Commenta

 Paesi che vai, prassi aziendali che trovi. A dimostrazione che il settore auto può conferire importanti soddisfazioni anche a chi opera a livelli non manageriali, si legga quanto accaduto negli Stati Uniti, dove i dipendenti di General Motors e di Ford hanno ricevuto un maxi bonus in seguito ai buoni risultati ottenuti dalle compagini, oramai in fase di piena stabilizzazione finanziaria grazie alla ripresa della domanda del mercato auto nord americano.

Ad annunciare la lieta novella ai dipendenti auto è stato lo United Auto Worker, il principale (e più forte) sindacato dei metalmeccanici, che ha annunciato come i lavoratori di GM riceveranno un assegno di circa 7 mila dollari, mentre quelli di Ford, nell’ambito di un piano di condivisione dei prodotti, potrebbero conseguire fino a un massimo di 8 mila dollari (vedi anche Fiat annuncia nuovi piani per l’Italia).

E in Italia? Nel nostro Paese la parola “auto” è sinonimo di Fiat, o viceversa. E così i lavoratori della compagnia torinese non possono far altro che accontentarsi dei proclami del top management del Lingotto, che afferma come Melfi sarà il primo stabilimento dove si realizzerà la nuova strategia del gruppo, con investimenti in grado di condurre nell’impianto le linee produttive di almeno due nuovi modelli (500 X e una Jeep), e impieghi per un miliardo di euro, comprensivi dell’installazione di una nuova piattaforma small wide, con una produzione che raggiungerà le 1.600 vetture al giorno, una volta entrato il pieno regime (vedi anche Fiat Mirafiori: i dieci punti dell’accordo e gli scenari futuri).

Confermati inoltre gli obiettivi per il 2013, con Fiat che punta a un utile ordinario di circa 3,8 miliardi di euro, e un utile netto per 1,2 miliardi di euro. Risultati che Sergio Marchionne ricorda essere “basati totalmente su ciò che Fiat fa al di fuori dell’Europa. Abbiamo intenzione di toglierci dalla mischia dei marchi generalisti e andare a competere nella parte alta e meno affollata del mercato”.

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