Salario minimo Eurozona

di Roberto Rossi Commenta

 Jean Claude Juncker, presidente uscente dell’eurogruppo, ha invitato l’Europa a predisporre misure come un salario minimo garantito. “Altrimenti, per dirla con Marx, perderemmo l’approvazione della classe operaia” – ha commentato Juncker, che ha dichiarato quanto l’Europa di oggi non lo soddisfi, in quanto non è nè equa nè solidale. Affermazioni pesanti, che rischiano di aprire nuove brecce nella gestione della zona eura.

“Avevamo detto che l’euro avrebbe riequilibrato la società ma invece la disoccupazione aumenta, oggi è drammatica, ed è una tragedia che stiamo sottovalutando” – ha spiegato Juncker agli eurodeputati, aggiungendo poi quanto sia necessario ora orientare le mire verso la dimensione sociale, riconosciuta come “la parte carente dell’Unione economica e monetaria” (vedi anche Unione bancaria come funziona).

Juncker, negli ultimi tempi sempre più deluso dal comportamento dei Paesi del Nord Europa – sottolineava il quotidiano La Stampa – “lamenta anche la mancanza di solidarietà e la divisione tra Nord e Sud: «Il Nord non è più virtuoso del Sud, siamo diventati arroganti e non amiamo chi non è come noi», ha spiegato, ricordando come lui abbia invece proposto «un sistema di ricompensa» per chi come Grecia, Irlanda e Portogallo è stato costretto a drastiche misure di austerità. Misure sulle quali Juncker si è detto «pieno di interrogativi». Sempre in tema di delusioni, al premier lussemburghese non piace l’Europa di oggi anche perché non ha una visione di lungo respiro, ma si limita a rispondere alle emergenze. Dando così una brutta immagine di sé a chi come gli Usa le fa domande sul suo futuro: «Non c’è accordo sulla strada da imboccare nei prossimi anni, gli Usa e gli altri ci interpellano a proposito e noi abbiamo solo risposte di cortissimo respiro», ha ammesso amaro, ricordando come nell’ultimo vertice europeo i leader fossero divisi sulla `road map´ per creare un’Europa più integrata”.

E per il futuro? Juncker afferma che i tempi attuali sono molto difficili, ma non occorre fornire alla pubblica opinione che il peggio sia definitivamente alle spalle (vedi anche Tasse sui lavoratori dipendenti: una situazione insostenibile).

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