Programmi elettorali 2013 – Tasse

di Roberto Rossi Commenta

 Cominciamo oggi, con l’avvicinarsi della tornata elettorale, un breve viaggio sul confronti dei principali programmi elettorali 2013 da parte degli schieramenti in campo. È la volta di comprendere quali misure specifiche potrebbero essere in corso di applicazione con la nuova legislatura, e in che modo le attuali coalizioni ritengono di poter contrastare efficacemente l’evasione fiscale. Nelle prossime giornate, altri approfondimenti di confronto tra i vari programmi.

Partiamo dal centro sinistra. Il Pd + Sel sembrano dare maggiore importanza all’alleggerimento del peso fiscale su impresa e lavoro. Le fonti di finanziamento degli sgravi su imprenditori e lavoratori potrebbero essere trovati attingendo alle rendite dei grandi patrimoni finanziari e immobiliari: il senso sembra pertanto essere quello di penalizzare le rendite, incentivando i redditi da lavoro e da impresa (vedi anche Sondaggi elezioni politiche febbraio).

Sul fronte fiscale, Pdl e Lega sembrano invece attingere dai grandi temi del vecchio anno. Il cavallo di battaglia è sempre l’eliminazione dell’Imu sulla prima casa, e le rassicurazioni sull’assenza di patrimoniali e di ulteriori incrementi dell’imposta sul valore aggiunto. Si punta inoltre ad azzerare l’Irap entro 5 anni, e a diminuire la pressione fiscale di 1 punto all’anno per i prossimi 5 anni. Altri elementi di spunto potrebbero essere la detassazione degli utili reinvestiti in azienda e del salario di produttività, con ulteriore detassazione dell’apprendistato fino a 4 anni. Più fantasioso, ma possibile, è anche l’innalzamento del limite all’uso del contante e la possibilità di scaricare fatture e ricevute in dichiarazione redditi.

L’Agenda Monti riprende in parte quanto già presente nella carta d’intenti del centro sinistra, con detassazione dei redditi di lavoro femminile, e riduzione del contante in circolazione (contrariamente agli intenti berlusconiani). Il movimento 5 stelle punta invece al contrasto all’evasione fiscale, con qualche aggiunta specifica (come l’abolizione del canone telefonico per l’allaccio alla linea fissa). Rivoluzione Civile punta infine ad abolire l’Imu sulla prima casa, estendendo l’imposta a Chiesa e fondazioni bancarie, e all’istituzione sulle grandi ricchezze (vedi anche Monti “riscrive” la politica).

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