Rivoluzione civile Ingroia prime crepe

di Roberto Rossi Commenta

 La “rivoluzione civile” firmata da Ingroia inizia a perdere i primi, pregiati, pezzi. A lasciare il movimento / partito è infatti Salvatore Borsellino, fratello del magistrato ucciso in un attentato in Via D’Amelio, che ha dichiarato, pur “con rammarico”, di dover prendere le distanze da Antonio Ingroia, e di non poter sostenere la lista capeggiata dall’ex procuratore aggiunto a Palermo.

“Difficilmente” – afferma infatti Borsellino – “potrò confermare quell’appoggio che, dopo alcune perplessità iniziali, avevo dato alla lista. Probabilmente qualcuno era interessato unicamente alla mia candidatura e una volta venuta a cadere questa ipotesi, non ha ritenuto di volere dare fiducia ai giovani da me indicati” (vedi anche Accordo tra grandi partiti in caso di pareggio a elezioni?).

Insomma, la rottura – per certi versi evidentemente clamorosa, sebbene qualcuno avesse noto alcune crepe da diversi giorni – inizia ad aprire margini interrogativi sulla sostanza del movimento di Ingroia, legato a “vecchie logiche” di partito. I giovani indicati da Borsellino, prosegue l’ex esponente del movimento sul proprio profilo Facebook – erano risorse “che pure hanno sempre profuso il loro impegno civile anche a sostegno di quei magistrati che, continuando a indossare la loro toga vanno in cerca della verità e della giustizia”.

Come se quanto sopra non fosse sufficiente a prendere le distanze dalla rivoluzione civile di Ingroia, Borsellino aggiunge come “avevo pensato di dovere aspettare la pubblicazione delle liste”, ma non si può prendere atto come “i due rappresentanti del mio movimento che, insieme a tanti altri giovani, mi avevamo dato la disponibilità ad essere candidati nella lista di Rivoluzione Civile e che io avevo indicato come elementi di punta per il loro curriculum, per le loro qualità intrinseche e per l’impegno, non hanno trovato posto nella lista Ingroia se non posposti, e non di poco,ad altri nomi sia di politici che della società civile”. Insomma, conclude Borsellino nel suo sfogo, le vecchie logiche sembrano aver prevalso (vedi anche Lista Monti: gradita novità o profonda delusione?).

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