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Trattativa stato-mafia, Brusca accusa Nicola Mancino

Foto: Ap/LaPresse

Durante l’udienza nell’aula Bunker del tribunale di Firenze, il pentito Giovanni Brusca ha dichiarato che il mittente finale, delle stragi del 1993, era Nicola Minetti. L’udienza si tiene in merito al presunto coinvolgimento tra Stato–Mafia. Brusca, dichiara che durante una conversazione con Riina, quest’ultimo gli avrebbe dichiarato: “si sono fatti sotto”. “Non mi disse il tramite – ha aggiunto Brusca – ma il committente finale e mi fece il nome di Mancino”.

Lo stesso Brusca ha poi dichiarato che sia Berlusconi che dell’Utri sono completamente estranei alla vicenda: “Con mio cognato parlavamo di Berlusconi e dell’Utri e io gli ho detto che non c’entrano niente con le stragi”.

Durante la sua deposizione Brusca ha inoltre dichiarato che il rapporto tra stato e Mafia si era già arenato dopo l’uccisione di Paolo Borsellino in via d’Amelio, e quindi prima delle stragi di Roma, Firenze e Milano. La mafia aveva organizzato queste tre stragi per far smuovere lo stato e quindi avviare nuovi accordi con la mafia.

Secondo Brusca, questa “idea” è stata data da Paolo Bellini, appartenente a una organizzazione terroristica.

Brusca ha aggiunto anche, che non ha fatto prima i nomi di Berlusconi e dell’Utri per evitare strumentalizzazioni e aggiunto che il nome di Mancino, come “committente finale”, lo aveva già fatto nel 2001 al PM fiorentino Chelazzi e nei mesi scorsi ai magistrati di Palermo.