Calo del potere d’acquisto: pensionati sempre più poveri

di Roberto Rossi Commenta

Sono impietosi gli ultimi dati elaborati dalla Cgil: secondo quanto afferma l’ufficio studi del sindacato, infatti, tra il 1996 e il 2011 il potere d’acquisto dei pensionati sarebbe crollato del 33 per cento, con un aggravio ulteriore generato tra il 2012 e il 2013 dalla riforma Fornero, che avrebbe generato un sacrificio medio di 1.135 euro a 6 milioni di persone. Di contro, tasse e tariffe sono in continuo aumento, con un peso di circa 2 mila euro a pensionato.

In altri termini, come opportunamente sottolineava il quotidiano La Repubblica qualche ora fa, oggi una pensione “vale un terzo in meno di quella di fine anni ’90”.

Sul fronte statistico, secondo lo Spi-Cgil il potere d’acquisto delle pensioni è calato del 15 persone, con il sindacato dei pensionati che parla di un vero e proprio “crollo vertiginoso” del reddito da pensione, rispetto all’andamento dell’economia reale. Di contro, tasse e tariffe continuano nel loro rimbalzo: “in Italia la patrimoniale c’è ed è quella che grava sui pensionati, che più di tutti stanno pagando il conto della crisi. Sarebbe bene che il prossimo governo la facesse pagare ai ricchi, che invece poco o nulla stanno contribuendo alle sorti del Paese” – commentava in proposito il segretario generale dello Spi-Cgil, Carla Cantone (vedi anche Imprese pagate con titoli di Stato).

A quanto sopra, si aggiunga altresì che il crollo del potere d’acquisto dovrebbe essersi aggravato nel corso del 2012 e del 2013, visto e considerato che tale biennio sconto l’effetto del blocco della rivalutazione annuale introdotto con la riforma Fornero (su quelle superiori a tre volte il minimo, poco sopra i 1.400 euro lordi). “Un pensionato con un assegno di circa 1.200 euro netti ha perso 28 euro al mese nel 2012 e nel 2013 ne perderà 60, mentre chi percepisce una pensione di circa 1.400 euro netti ha perso 37 euro al mese nel 2012 e ne perderà 78 nel 2013” – concludeva il quotidiano, sottolineando il dispiacere per un’altra notizia negativa.

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