Italiani sempre più poveri

di Roberto Rossi Commenta

Gli italiani sono sempre più poveri, nonostante lavorino di più dei colleghi tedeschi. Ad affermarlo è un rapporto stilato dalla Confcommercio, che traccia un quadro davvero allarmante sulla dinamica del Pil e dei consumi. Secondo le stime della confederazione, ogni giorno verrebbero “creati” 615 nuovi poveri, andando così a raddoppiare il disagio sociale tra i cittadini. Alla crescita del numero di ore lavorate, non fa seguito tuttavia l’incremento della produttività.

Il primo dato allarmante – affermava in merito il quotidiano La Repubblica – che ha dedicato ampio spazio al mesto focus della Confcommercio – “riguarda la situazione economica delle famiglie. Secondo Confcommercio il numero di persone “assolutamente povere” quest’anno in Italia supererà quota 4 milioni. Nel 2013 si supererà ampiamente i 3,5 milioni “certificati” ufficialmente dall’Istat per il 2011, pari a oltre il 6% della popolazione, contro il 3,9% registrato nel 2006. Il dato, con una previsione massima di 4,2 milioni di poveri totali, è contenuto nel Misery index Confcommercio (MiC), il nuovo indicatore macroeconomico mensile di disagio sociale. Secondo i dati presentati a Cernobbio, sul lago di Como, Confcommercio sottolinea che l’Italia in cinque anni ha prodotto circa 615 nuovi poveri al giorno, con quest’area di disagio grave che è destinata a crescere ancora, e di molto”.

Per quanto attiene le principali stime economiche, la Confcommercio stima che la flessione dei consumi privati subirà un trend pari al 2,4 per cento nel 2013, mentre nel 2014 si verificherà l’attesa inversione di tendenza, con un incremento di 0,3 punti percentuali. Complessivamente, alla fine del 2014 i consumi reali saranno diminuiti di 1.400 euro a testa rispetto al 2007.

Secondo Mariano Bella, direttore dell’ufficio studi Confcommercio, “abbiamo alle spalle il peggiore anno dell’Italia repubblicana in termini di caduta dei consumi”, con il – 4,3 punti percentuali del 2012. Per quanto concerne il Pil, nel 2013 si prevede una flessione dell’1,7 per cento, contro un ribasso dello 0,8 per cento indicato appena cinque mesi fa. Nel 2014 si prevede invece un rialzo dell’1 per cento.

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