Sistema sanitario a rischio sostenibilità – Monti

di Roberto Rossi Commenta

 Il sistema sanitario nazionale è a rischio sostenibilità. Ovvero, se non si trovano “nuovi modelli di finanziamento integrativo”, la stabilità e la tenuta del sistema sanitario nazionale non può esser garantita. A pronunciare tale dichiarazione è stato il presidente del Consiglio, Mario Monti, durante un incontro svoltosi a Roma, quasi a preannunciare una importante riforma del SSN, come accaduto al comparto pensionistico (travolto dalla Riforma Fornero). A preoccupare sono anche i riferimenti a “nuovi modelli di finanziamento integrativo”: si prevedono nuovi oneri per gli italiani?

Per riparare i colpi, Monti ha comunque precisato come la garanzia di sostenibilità del servizio sanitario non debba venir meno. Ma è chiaro che in futuro, al fine di supportare un decente livello qualitativo, occorrerà trovare una quadratura dei conti più accurata di quella odierna, affiancando – “al finanziamento a carico della fiscalità generale, forme di finanziamento integrativo”.

A giungere in parziale supporto di Mario Monti è stato il ministro della salute Balduzzi, che ha scongiurato i pericoli di una privatizzazione del servizio sanitario nazionale, pur ammettendo che Monti ha ragione quando parla di trovare, con discreta urgenza, nuove forme di finanziamento (ma non “forme diverse”).

A ben vedere, nonostante le polemiche scaturite, il premier non ha detto niente di nuovo. Considerato che le proiezioni di crescita economica e quelle di invecchiamento della popolazione corrono verso una maggiore tensione del sistema, non si può che ribadire i segnali negativi circa la sostenibilità dei sistemi sanitari (qui il nostro approfondimento sul sistema sanitario Lombardia).

Ma cosa si intende per riorganizzazione e nuove forme di finanziamento? Secondo alcune parti politiche, si potrebbe perfino giungere a una forma di garanzia per i soli interventi basilari sanitari, e alla previsione di una sorta di “sistema sanitario integrativo”. Ovviamente, a pagamento. Prioritario, tuttavia, iniziare a tagliare gli sprechi della sanità nazionale, come l’accettazione di preventivi con prezzi sopra quelli di mercato, e il moltiplicarsi di divisioni e sezioni.

Voi cosa proponete?

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