Report, alla scoperta della Lombardia e del suo sistema sanitario

di IsayStaff Commenta

Anche questa sera appuntamento con Report, in onda oggi, domenica 2 maggio alle 21.30 su Rai Tre. Il titolo della puntata è “La prestazione”, di Alberto Nerazzini.

Ecco, come sempre, la sinossi della puntata odierna:
La Lombardia è la regione più popolosa e più ricca del Paese, con un bilancio pari a quello di un piccolo stato e una sanità che da sola costa quasi 17 miliardi di euro. Un sistema unico in Italia, fondato sulla libertà di scelta e sulla parità tra pubblico e privato, introdotto tredici anni fa. Ancora oggi è proprio la riforma della sanità il cavallo di battaglia del Presidente Formigoni che, dopo la recente rielezione, si avvia verso il compimento del suo personale e incontrastato ventennio di governo. Ed è sempre la sanità lombarda quella portata a modello dal premier Berlusconi.L’inchiesta di oggi, firmata da Alberto Nerazzini, tenta di analizzare questo sistema e di capire se le cose stanno veramente così, cercando le eventuali contraddizioni di una regione e del suo sistema sanitario.

I protagonisti sono gli ospedali, quelli di Milano e quelli di provincia, pubblici e privati; sono i medici che protestano e i medici di Comunione e Liberazione; gli scandali, le inchieste della Procura e le eccellenze. E infine c’è la storia di Giuseppe Rotelli, il numero uno della sanità privata in Italia che, mentre i magistrati indagano le sue strutture più importanti, diventa il secondo azionista del gruppo RCS – Corriere della Sera.

Per la rubrica Com’è andata a finire? vedremo ”La strada di Napoli”, aggiornamento del 02/01/2000 di Bernardo Iovene.

L’asse mediano, una strada progettata negli anni ’80 con i fondi del dopo terremoto, non è ancora terminata, l’ultimo pezzo finisce contro una casa, 5 anni fa l’assessore ci aveva assicurato che nel giro di un anno sarebbe entrata in funzione, 3 anni fa siamo tornati sul posto, ma la situazione era immutata, il nuovo assessore ci aveva assicurato di risolvere il problema entro l’anno. Siamo ritornati sul posto nel 2004 e abbiamo strappato una nuova promessa: ”tra un anno la strada sarà completata”. Nel 2005 gli abitanti costruirono un piccolo altare alla madonna per chiedere una soluzione, e l’assessore ci negò l’intervista. Nel 2006, il comune aveva stabilito gli indennizzi per gli abitanti, erano tutti d’accordo tranne una signora che non aveva accettato, il comune si impegnò a trovare una casa adeguata per la signora abbattere il palazzo e finire la strada entro un anno. Nel 2007 la situazione è ferma. Settembre 2008 finalmente la casa è stata abbattuta. E l’assessore ci aveva assicurato che entro un anno la strada sarebbe terminata e ci sarebbe stata la riqualificazione di tutta l’area. Siamo nel 2010. Com’è andata a finire?

La Good News di questa settimana s’intitola ”Il condominio dei papà” di Giuliano Marrucci
Cambiano i tempi e cambia anche l’organizzazione familiare. Dopo il divorzio il destino del bimbo non è più scontato: anche il padre può ottenere l’affidamento del figlio e quindi deve affrontare tutti i problemi che ne conseguono: dove lasciare il bimbo? Chi chiamo se il bimbo ha la febbre? Ad aiutare questi padri è nata una nuova esperienza: il condominio dei papà. Padri soli che vivono insieme ai propri figli riescono ad essere autonomi e a condurre una vita serena grazie alla rete di solidarietà che la coabitazione nel medesimo condominio offre.

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