Report, alla scoperta dell’Ue

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Anche questa sera appuntamento con Report, alle 21.30 su Rai Tre. La puntata di oggi si intitola ”L’Unione non fa la forza” di Stefania Rimini. Leggiamo allora la sinossi dell’appuntamento odierno con Milena Gabanelli e i suoi.

Ora come ora in Europa c’è in comune solo la moneta e da sola non basta. L’euro era il primo passo, ma poi ne abbiamo fatti altri? In politica estera quando è ora di negoziare per frenare le emissioni di gas serra degli Indiani o per garantire l’approvvigionamento di gas dai Russi, l’Italia va avanti da sola, la Francia va da sola, la Germania va da sola. Ogni stato gioca per conto suo, fuori e dentro casa e i 500 milioni di cittadini europei rimangono una massa amorfa che non fa paura a nessuno. Le imprese e i cittadini hanno anche a che fare con 27 sistemi giuridici diversi per la stessa transazione e allora possiamo definire l’Europa mercato unico? E? possibile che ciò che è reato in Francia, in Italia non lo sia? Il bilancio dellUnione è di 116 miliardi all’anno, ma quasi metà se ne va in sussidi agricoli.

Per la ricerca, le reti intelligenti o la banda larga rimane ben poco. Tutto compreso ogni Italiano riceve 1200 euro all’anno dal bilancio europeo, meno di uno Spagnolo che ne riceve 1900. I più ricchi sono quelli che ricevono di più: un Lussemburghese prende 22mila euro mentre un Bulgaro ne prende solo 1500. I fondi strutturali sono l’altro grande capitolo di spesa del bilancio europeo, dovrebbero andare agli Stati meno sviluppati per portarli al livello degli altri, ma come li spendono? I progetti sono tanti e ci scappano anche 100 mila euro per lo sviluppo del tango finlandese, 54 mila euro per un hostess bar in Spagna, oppure 1milione e 280mila euro per formare aspiranti vallette televisive a Napoli.

Tanti fondi li ha presi la Grecia, che però oggi si sta dibattendo per evitare la bancarotta. Disoccupazione, riduzione dei salari e aumento delle tasse e’ il catalogo delle pene che devono subire i Greci indebitati. Siamo andati anche in Irlanda a vedere cosa significa tirarsi il collo per uscire dalla voragine del debito. L’Unione Europea non vuole piu’ salvare gli Stati membri in difficoltà e i prossimi potrebbero essere il Portogallo, la Spagna e l’Italia. L’integrazione europea è sotto attacco proprio mentre la macchina è ferma con il motore imballato: Francia e Germania non si capiscono, non hanno la stessa idea di dove vogliono portare l’Europa, ma non possiamo piu’ permetterci il lusso d’ora in avanti di continuare a indugiare e lasciare la comunita’ europea come una grande incompiuta.

Non mancherà neppure oggi la cosueta rubrica Com’è andata a finire? L’aggiornamento è su “Non abbiamo saputo difenderli” del 22/05/2005 di Bernardo Iovene.

San Giuliano di Puglia, come vive la gente oggi a otto anni dal terremoto che costò la vita a 27 bambini? E i genitori dei bambini morti nella scuola? Alcuni hanno fatto altri figli, ”nati dopo il terremoto”. Scopriremo a che punto sono le indagini sulla responsabilità del crollo della scuola, e a che punto è la ricostruzione del paese. I soldi arrivati dalla solidarieta’ di tanti italiani sono stati usati? Come? Il dopo terremoto a San Giuliano è stato diverso o la volontà di dare una soluzione veloce e concreta si è insabbiata nella lentezza della burocrazia?

La Goodnews di questa settimana ha un titolo curioso: “Surf tra i divani”, di Giorgio Simonetti.
Il couchsurfing nasce nel 2003 da un’idea di Casey Fenton, uno studente di 25 anni. Oggi è una rete mondiale che ha per scopo la creazione di connessioni fra i viaggiatori e le comunità locali da loro visitate.

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