Report, il male comune

di IsayStaff 1

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Appuntamento oggi a Report, il programma condotto da Milena Gabanelli su RaiTre la domenica sera. La puntata di oggi parla si intitola ”IL MALE COMUNE” di Michele Buono e Piero Riccardi.

Ecco la Sinossi:
La popolazione mondiale delle citta’ ha superato di gran lunga quella delle campagne. Qualsiasi strategia economica, sociale, ambientale, energetica deve necessariamente passare dalla città. Cemento e asfalto continuano a divorare territorio, a volte legalmente a volte aggirando le leggi, altre volte ancora, le leggi si cambiano per sanare. Non ci sarebbe nulla di male se si mantenesse un equilibrio. Così però non è, almeno a giudicare da quello che è avvenuto negli ultimi anni. Da Nord a Sud la situazione è sempre la stessa: la città, anche se la popolazione non cresce o cresce di poco, si sviluppa mangiando terreni agricoli, che se producono agricoltura o sono semplicemente paesaggio valgono poco. Se invece si decide di costruirci sopra, valgono di più. E così all’improvviso la vita costa di più: case, affitti, cibo.

Alla fine della partita è la destinazione del territorio che determina il valore della comunita’ che ci sta sopra. Cosa succede per esempio quando si rompe il rapporto tra quanto guadagniamo in stipendio o pensioni e il valore della casa dove viviamo? Cioè quando il valore immobiliare supera quello della comunità? E il ”bene comune” che fine ha fatto? Report è andata a vedere anche come si comportano in Francia e in Germania.

Per la rubrica L’EMENDAMENTO andrà in onda ”IL RISPARMIO ENERGETICO” di Luca Chianca.
Migliorare l’efficienza energetica delle nostre abitazioni e degli elettrodomestici che utilizziamo, oltre a salvaguardare l’ambiente, significa aiutare le famiglie a risparmiare e le imprese ad innovare. Una stima europea dice che questi interventi porterebbero un risparmio in bolletta per tutti i cittadini europei di 11 miliardi di euro e la produzione di 32 tonnellate di CO2 in meno. Cifre che corrispondono al fabbisogno di tutto il Belgio. Una volta tanto potevamo essere i capofila nella legislazione sull’innovazione tecnologia e la tutela ambientale, ma qualcosa e’ cambiato. Vediamo come.

La GOODNEWS di oggi s’intitola ”GIUSTO UN CLICK” di Giovannij Lucci
Presso il Tribunale di Cremona viene utilizzato il protocollo di digitalizzazione denominato Digit, il cui fine e’ quello di permettere un risparmio di tempo e di costi per quanto riguarda la riproduzione e distribuzione degli Atti giudiziari alle Parti processuali. Vengono rappresentati i vantaggi che questo sistema comporta, anche rispetto il problema della conservazione/archiviazione dei documenti e della loro custodia, raccontando per giustapposizione un episodio di smarrimento di documenti avvenuto recentemente presso il Tribunale di Roma.

Commenti (1)

  1. IL VOTO E’ ALLE PORTE E L’ASTENSIONISMO ANDRA’ FORTE

    Il personale politico non si è rinnovato granchè. Certo un De Magistris nella lista di Di Pietro rappresenta senza dubbio una faccia pulita, così come lo era Franca Rame, Giulietto Chiesa…. ma, per il resto, quando si vanno a vedere quali personaggi ci sono o sono passati attraverso l’Italia dei Valori, sale un brivido lungo la schiena, almeno a me. Gilberto Casciani consigliere a Roma dell’IdV passato con la maggioranza. Il senatore De Gregorio eletto con Di Pietro e passato dall’altra parte.Non può essere dimenticato che Elio Veltri, dopo essere uscito dalla lista IdV, ha detto in un’intervista su Radio radicale di febbraio 2008 che “le persone per bene se ne andavano e arrivavano persone poco raccomandabili. Non era un partito, ma una gestione personale senza meccanismi democratici” “Il segretario provinciale di Foggia arrestato, quello di Latina idem. Ad Amantea, il sindaco, con cui Di Pietro aveva fatto un comizio, inquisito per concussione… gli ex di Mastella in Calabria passati nella Lista di Di Pietro”. Guido Ruotolo – su La Stampa: E´ indagato anche il senatore IdV Nello Di Nardo, che quando Di Pietro era ministro faceva parte della sua segreteria politica. Nel rapporto della Dia, depositato nell´ambito del filone «Global Service», quello di Alfredo Romeo, vi sono accenni a decine di intercettazioni telefoniche e ambientali. Non tutte quelle agli atti dell´inchiesta, naturalmente. Di Nardo parla con Mautone e sponsorizza l´affidamento di incarichi a due architetti: «Mi raccomando, sono due amici di Cristiano ai quali non bisogna far prendere collera…»”.

    Ma veniamo alle liste di sinistra: rifondazione comunista, comunisti e verdi, comunisti dei lavoratori: tale frammentazione sembra una strategia scientifica ben congegnata per non far raggiungere il quorum a nessuno dei tre partiti. Altre considerazioni sono superflue perchè le scissioni perpetue, da Cossutta in poi, fanno cadere le braccia e venire il latte alle ginocchia.

    Pannella, il guru digiunatore, cerca di mantenere i seggi europei sapendo bene che il mancato introito derivante da quelle postazioni costituirebbe un grave problema politico ed economico per la sua formazione politica. Si gioca tutto avendo alle spalle prese di posizione poco pacifiste e incoerenti sulla guerra in Iraq, alleanze di comodo con il centrodestra, poi saltate anche per il mancato accordo economico con Berlusconi, e alleanza elettorale successiva con il centrosinistra in una posizione del tutto precaria e poco “omologata”. Il fatto che, in una trasmissione come Ballarò, Pannella si sia spinto nella sciolta volgarità geriatrica chiamando “faccia di culo” Dario Franceschini è, a mio avviso, sintomo di disperazione e annaspamento. Non passa inosservato inoltre che nella Lista Pannella-Bonino, il grande guru del Satyagraha, nonostante la sua età avanzata e ripetitività ossessiva di argomentazioni, mostra di voler tenere saldamente il timone facendo ancora ombra a persone politicamente più valide di lui, come Emma Bonino, o alla brillante generazione emergente rappresentata da Rita Bernardini, Antonella Casu, Marco Cappato e all’ottimo direttore di Radio radicale Massimo Bordin con il quale Pannella ha rischiato di rompere per i suoi eccessi verbali.

    Franceschini è certamente meglio di Veltroni e non mi dispiace che i veltroniani-bettiniani, bravi protagonisti di festival, siano stati messi temporaneamente in stand by. Ma la sostanza e i contenuti del grande apparato di partito che sta dietro la faccia nuova del grintoso Dario non sono fatti della stessa pasta di prima? In altri termini, a parte la faccia simpatica di Franceschini e il probabile rimescolamento di equilibri correntizi all’interno del Partito Democratico, in cosa possiamo dire che il PD è diverso rispetto a due anni fa? Possiamo dire che oggi difenderebbe seriamente i lavoratori precari? non farebbe più un pacchetto Treu? Abolirebbe la legge Biagi? E per la scuola come si conporterebbe? Farebbe una seconda riforma Berlinguer? Voi lo vedete tutto questo rinnovamento?

    Beh il quadro politico del nostro paese è alquanto deprimente perchè la credibilità è solo “virtuale” ed è capace di conquistare il consenso elettorale solo attraverso la soporifera scatola televisiva con continue macchiette e sconfortanti involontarie parodie del mitico scontro tra Peppone e Don Camillo.

    Domenico Ciardulli

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