Report, focus sulla spesa sociale

di IsayStaff Commenta

Report andrà in onda stasera, domenica 25 aprile, come sempre alle 21.30 su Rai Tre. Il titolo della puntata è “Il futuro è passato”, firmata da Michele Buono e Piero Riccardi.

Ecco la Sinossi:

A cosa serve la spesa sociale? Il welfare è solo uno dei tanti costi del bilancio dello Stato? E le pensioni, davvero si sta spendendo troppo e i conti sono fuori controllo? Uno dei motivi certi di preoccupazione per la spesa pensionistica è l’invecchiamento della popolazione e l’aumento della vita media dei cittadini nei paesi sviluppati. E’ il dato di fatto da cui partono alcuni, per affermare che l’unica soluzione possibile è diminuire le pensioni e dire ai cittadini che ognuno si arrangi da sè, magari affidandosi a fondi, banche e assicurazioni che investono la pensione nei mercati azionari. Report si pone a semplice domanda: così stanno effettivammente le cose?Nel corso dell’inchiesta di Report sono emersi dei particolari importanti.

E’ emerso però che a parte l’invecchiamento, che è una realtà, soprattutto ci sono meno giovani che lavorano e contribuiscono alle casse previdenziali. Poi c’è un’altra causa, meno visibile ma altrettanto grave: parliamo di quello che gli economisti chiamano il ”lavoro cattivo”, quel lavoro precario e atipico che produce pochi versamenti contributivi ? oltre che basse retribuzioni.

L’Ires-Cgil ha calcolato che in Italia esistono 49 forme contrattuali diverse, la gran parte delle quali rendono non solo più flessibile il rapporto di lavoro, ma lo precarizzano, incidendo tra l’altro sulla capacità contributiva di un sempre maggior numero di lavoratori. Salari bassi e lavoro precario, a tempo parziale e dal futuro incerto, influiscono sulla capacità dei giovani a metter su famiglia, ad avere dei figli, contribuendo così all’invecchiamento della popolazione. Il 70% dei lavoratori sotto i 35 anni ha uno stipendio medio di meno di 1000 euro al mese.

E’ quella che può essere definita ”anomalia Italia”.

In Italia si spende troppo rispetto agli altri paesi europei per le pensioni, non risponde al vero. Nella pratica le differenze di dati e i criteri di calcolo confrontati con quelli degli altri paesi europei, dimostrano che la spesa italiana e’ in linea e persino sotto la media europea. Così come un altro dato che ci viene sottoposto continuamente che dipinge l’Italia come un paese di invalidi: l’Italia spende al di sotto della media europea e a livello di Portogallo e Grecia. Un viaggio nel mondo del popolo dell’Inps e dell’Inpdap per cercare di capire cosa aspetterà a chi andrà in pensione tra 20, 25 anni. Perché a preoccupare non sono i conti, ma la destrutturazione del mercato del lavoro. I giovani non devono prendersela con chi è in pensione oggi ma con il loro ”lavoro cattivo”. E’ lì che bisogna agire.

La puntata pproseguirà con “Diamoci all’ippica”, di Luca Chianca

L’Italia, con i suoi Ribot, Tornese e Varenne è ormai entrata nell’olimpo dell’ippica. Un tempo gli ippodromi erano luogo di incontro per famiglie e appassionati scommettitori. Oggi sono cambiate molte cose e forse anche la passione degli italiani per i cavalli perché quello che è certo è che il settore è in crisi da anni come l’ente pubblico che lo dovrebbe promuovere: l’Unire, L’Unione Nazionale per l’Incremento delle Razze Equine.

E, per rimanere nell’attualità di una settimana di passione passata col blocco aereo in Europa, “Cronaca di un’eruzione, con le immagini più spettacolari dell’eruzione del vulcano Eyjafjallajökull, che ha paralizzato l’Europa e costretto milioni di cittadini a guardare il cielo in attesa degli eventi.

La Goodnews di questa settimana è “Maestri di Strada”, di Giuliano Marrucci

Barra, San Giovanni, quartieri spagnoli, Rione Traiano. Quartiere di Napoli dove tre bambini su dieci non arrivano a prendere la terza media, diventando prede facili della criminalita’ sempre a ricerca di manodopera. Contro questa spirale di emarginazione e violenza da dodici anni lottano quotidianamente un gruppo di insegnanti, educatori, psicologi e operatori di strada. Sono i maestri di strada.

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