Confindustria vuole subito un governo stabile

di Roberto Rossi Commenta

 È un governo stabile quel che desidera Confindustria, considerando che l’ossigeno per le imprese è oramai agli sgoccioli. “Non c’è rimasto tempo, siamo vicinissimi alla fine” – ha fatto appello Giorgio Squinzi, numero 1 della confederazione degli industriali, domandando pertanto alle forze politiche in campo una pronta azione di risollevamento della sorte, in buona parte segnata, del tessuto imprenditoriale della Penisola. Un messaggio diretto soprattutto a Bersani, ma non solo.

Al leader Pd il presidente Confindustria ha espresso l’”estrema preoccupazione per l’economia reale del Paese”, invitando a “un governo stabile in grado di governare e che faccia appello agli uomini di buona volontà e alle forze che hanno voglia di ricostruire il Paese”.

“Le imprese” – spiegava il presidente a Bersani – “sono disperate, la disoccupazione è un problema che sta diventando tragico. Bisogna mettervi mano con priorità assoluta (…)Dobbiamo ridare una possibilità di lavoro e speranza ai giovani per poter tornare a credere nel futuro del Paese”.

L’urgenza dei tempi è dettata dalla necessità di realizzare – prosegue Squinzi una “terapia d’urto per i primi 100 giorni”, che non possa prescindere dal pagamento dei debiti della pubblica amministrazione, questione diventata drammatica per le imprese: “speriamo  che sia portata avanti con incisività”, ricordava ancora Squinz, invitando poi a liberare i 48 miliardi di euro in un’unica tranche, e non con un frazionamento che potrebbe risultare inefficiente per il sistema.

Oltre a quanto sopra, Confindustria ha lanciato l’invito a rivedere rapidamente la legge Fornero, unitamente al necessario abbassamento del costo del lavoro nella misura di 8 punti percentuali, eliminando gli oneri dalla base imponibile Irap. “Noi imprenditori” – avverte infine Squinzi – “siamo ottimisti per definizione, però abbiamo necessità di un cambio di marcia”.

Considerato l’attuale caos che sembra regnare sul percorso di formazione di un nuovo governo, è probabile che l’appello di Squinzi possa cadere parzialmente nel vuoto.

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