Letta non promette miracoli sull’Imu

di Roberto Rossi Commenta

 Nessun miracolo sull’Imu, ma “solamente” tanto impegno. Reduce da una serie di incontri preparatori per i nuovi Consigli Europei, Enrico Letta sta invitando a non riporre eccessive speranze sulle prime misure del governo. “Occorre agire” – ha precisato il primo ministro, andando poi a confermare l’estrema necessità di prendere tempo, cento giorni, “per poter fare delle riforme”. Un’azione graduale, quella del governo Letta, che potrebbe tuttavia aprire presto una strada ad alcune revisioni strutturali di maggiore interesse.

“Vogliamo fare scelte concrete, scelte con i piedi per terra, sapendo quello che possiamo fare” – ha affermato il premier – “Lo dico a tutti quelli che, magari, cercheranno delle cose li’ dentro e non le troveranno (…) Questo decreto  serve a fare le riforme a favore delle imprese, delle famiglie, della lotta alla disoccupazione giovanile, delle ristrutturazioni ecocompatibili. Parleremo con tutti e cercheremo di dare risposte a tutti, sulle questioni imprese, sui terreni agricoli, sulla riforma degli strumenti di cassa integrazione. Speriamo di poter dare molte risposte. Ma non miracoli” (vedi anche Governo Letta atteso dai primi provvedimenti).

Di particolare rilevanza le risorse per poter rifinanziare la Cassa Integrazione, con una serie di iniziative per poter tagliare il costo dell’amministrazione pubblica. “Io” – chiarisce ancora Letta anticipando le domande su un possibile distacco della spina da parte del Pdl – “vado avanti per la mia strada, ritengo che sia quella giusta, non mi faccio distrarre dal tema della giustizia”.

Infine, il premier spegne sul nascere le polemiche parlamentari sulla presunta ineleggibilità del leader Pdl Silvio Berlusconi e sulla questione intercettazioni: “l’esecutivo resta fuori da queste polemiche” – afferma ancora Letta, puntando subito l’attenzione sui problemi più concreti, come quello della disoccupazione giovanile e sul buon mantenimento delle relazioni europee. “Nessun asse contro la Germania” – ha concluso Letta – “il rigore e’ la condizione per poter varare misure sullo sviluppo”.