Sciopero!

di IsayStaff 1



Il rinnovo del contratto dei metalmeccanici? Montezemolo lo aveva un po’ liquidato, anche se con tanta bonarietà. Disposto a sedersi al tavolo delle trattative, diceva giorni fa in un’intervista a Il Sole 24Ore. E ora, loro sono in piazza. Sciopero di otto ore e cortei nelle principali città italiane: si manifesta a sostegno della vertenza per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici, scaduto da più di sei mesi.


Cortei che vedranno l’assenza illustre dei segretari nazionali, impegnati dalle 14.30 di oggi in Confindustria per riprendere le trattative. Trattative che sindacati e industriali sperano di riuscire a chiudere per il 15 gennaio, per l’appuntamento della riunione della giunta di Federmeccanica. E i numeri dei cortei sono di tutto rispetto: Torino con 8.000 persone in piazza, Bologna 5.000, Milano 2.000, Palermo 1.300.


Le manifestazioni sono partite questa mattina e dovrebbero terminare nel giro di poche ore. Un blocco dell’autostrada è stato effettuato ad Arese, ad Ancona le tute blu della Fincantieri, e dei cantieri Isa e Crn bloccano il transito delle auto nella zona di piazza Rosselli e via Marconi, il che sta creando disagi per il traffico in entrata e uscita a Nord della città. Anche la tangenziale di Bologna è stata simbolicamente occupata, e ulteriori rallentamenti causati dai cortei si segnalano sulle tangenziali di Milano e a Mestre.

Torino, città segnata. Nella città che ancora sta elaborando le tragiche vicende e i lutti della Thyssenkrupp, si sono dati appuntamento 8.000 lavoratori. Questi i dati riportati dal segretario generale della Fiom Piemonte, Giorgio Airaudo. Ad aprire il corteo, i lavoratori della Bertone. Per la fabbrica si profila la procedura di fallimento: i suoi dipendenti sono in cassa integrazione ormai da mesi. Non mancavano poi gli operai della Thyssenkrupp, intervenuti con uno striscione rosso listato a lutto. L’adesione allo sciopero, secondo i primi dati per le Carrozzerie della Fiat Mirafiori, è stata del 22%, mentre per le Meccaniche del 21,3%. E il segretario della Piom Piemonte denuncia: Il tavolo è fermo per le divisioni all’interno di Federmeccanica. Ma nessuno pensi di risolvere la questione del contratto con delle mance, come quella di 30 euro che ci ha offerto la Fiat. Il sindacato è in grado di riprendersi il contratto, e lo stiamo dimostrando anche oggi: se la trattativa non andrà in porto, si andrà allo sciopero generale.


Fim, Fiom e Uilm chiedono aumenti lordi mensili pari a 117 euro, e per la contrattazione di secondo livello ulteriori 30. L’offerta delle imprese, invece, è di 100 euro, con un terzo dell’aumento legato alla produttività. Su alcuni punti del contratto, è stato ieri, finalmente, raggiunto un primo accordo. Su ambiente e sicurezza, reperibilità e diritti sindacali.


A Bologna l’invasione della tangenziale da parte dei manifestanti è stata pacifica e ordinata. Il corteo è diretto alla sua destinazione finale, che è la sede di Unindustria di via Serlio. Ad Arese, i manifestanti hanno presidiato dalle 9.30 di stamane lo stabilimento dell’Alfa Romeo : una scelta simbolica, dato che rappresenta la Fiat. A Palermo, la destinazione del corteo era la sede locale di Confindustria. Il segretario provinciale della Uilm, Vincenzo Comella, ha commentato: Siamo stati ricevuti dal delegato di Confindustria a Palermo per le relazioni sindacali Giacomo Riina e gli abbiamo espresso la nostra solidarietà per la battaglia avviata da Confindustria e Federmeccanica contro il pizzo.

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